Page 183 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Missione in UMbria                                          183




                        generale  del  ministero  della
                        Guerra.  Tutti  usavano  termini
                        molto forti per commentare l’e-
                        pisodio:  nauseante,  ignobile,
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                        più si rimescola, più puzza    e
                        gli  strali  si  appuntavano  contro
                        Garibaldi,  ritenuto  il  maggior
                        responsabile  dell’accaduto.  Per-
                        sino Urbano Rattazzi non usciva
                        indenne dalle critiche per la sua
                        connivenza con il Partito d’Azio-
                        ne. Il di Revel non era da meno e
                        disapprovava con grande fermez-
                        za il comportamento del Genera-
                        le, ma in una lettera al fratello del
                        23 maggio 1862, condannava in
                        particolare l’entourage garibaldi-
                        no, che puzza di camorra, come
                        vero responsabile dello sciagura-
                        to evento:
                             “Quei  signori  che  circui-
                             scono  Garibaldi,  vogliono
                             pescare  nel  torbido,  lo  ine-
                             briano col preparargli trionfi
                             popolari,  lo  spingono  colle
                             loro adulazioni interessate, e
                             lo persuadono che  la tacita
                             connivenza del Governo cela
                             momentaneamente  un  effica-
                             ce concorso, voluto assoluta-
                             mente da Vittorio Emanuele.”
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                           Tuttavia non poté trattenere la
                        sua indignazione per la lettera di protesta molto dura, ripresa da tutta la stampa e pubblicata con partico-
                        lare rilievo da quella d’opposizione, che l’Eroe dei Due Mondi aveva scritto contro i soldati di guardia al
                        carcere di Brescia dove avvennero gli incidenti più gravi.   Come molti altri ufficiali dell’esercito italia-
                                                                               26
                        no, il di Revel non mancò di reagire prontamente contro l’oltraggiante insulto, gettato ad onorati com-
                        pagni, che compirono il loro dovere. La polemica per le affermazioni di Garibaldi (che in realtà subito




                           I dipartimento: Fu deputato per Cherasco nella XI e XII legislatura.
                        24  Genova Thaon di Revel, Umbria e Aspromonte, cit., p. 68.
                        25  Ivi p.71.
                        26  «Io non conosco ancora il numero esatto dei morti e feriti nella strage di Brescia. So che vi sono ragazzi morti, ragazzi e donne ferite.
                           Soldato italiano, io non voglio credere che soldati italiani possono aver ammazzato e ferito fanciulli e donne inermi. Gli uccisori dove-
                           vano essere sgherri, mascherati da soldati. E chi comandò la strage, oh! Io lo proporrei per boia. E proporrei ai Bresciani d’innalzare un
                           monumento a Papoff ufficiale russo, che ruppe la sciabola, quando gli comandarono di caricare il popolo inerme di Varsavia. Trescore,
                           19 maggio 1862. G. Garibaldi» Cfr. Genova Thaon di Revel, Umbria e Aspromonte, cit., p. 67n.
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