Page 189 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Missione in UMbria                                          189





















































                        poteva dare nuovo vigore all’azione dei borbonici e avere ripercussioni imprevedibili anche in campo
                        internazionale. La reazione delle popolazioni gli provava che il suo rigore era la scelta giusta.

                             “Il fatto è che la Calabria non si è mossa, abbenchè rossi e borbonici abbiano fatto il possibile per
                             sollevarla. Da tutti i paesi mandavano deputazioni per pregare Garibaldi di non entrarvi, onde evi-
                                                                                              38
                             tare un conflitto disastroso colle truppe del Re che si mostravano fedeli.”
                           L’energia dimostrata in Calabria, molto apprezzata da Cialdini, non gli valse la tanto attesa e sospirata
                        partenza per Milano. Al contrario il 2 settembre una nuova missione lo portò Palermo dove il governo
                        temeva disordini per i fatti di Aspromonte e non aveva fiducia che il generale Brignone, comandante
                        militare per la Sicilia, affrontasse con la dovuta determinazione possibili sommosse. In effetti le dispo-
                        sizioni che Cialdini diede a Genova erano molto drastiche,  in una prospettiva di vera e propria guerra
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                        38  Genova Thaon di Revel, Umbria e Aspromonte, cit., p.103.
                        39  «Il generale Cialdini m’aveva dettato che: manderebbe a Palermo 4 battaglioni del 17º ed una batteria aspettata da Napoli. – Brignone
                           scegliesse una buona posizione in grande prossimità di Palermo per formarvi un campo del maggior numero di battaglioni possibile,
                           colla batteria da arrivare. – Stava facendo preparare il castello di Milazzo per rinchiudervi tutti i delinquenti raccolti nelle carceri di
                           Palermo e Messina, nel doppio scopo di impedire loro la fuga, e la necessità di preponderante custodia in caso di movimento. – Vuotate
                           le carceri di Palermo, valersene per collocarvi truppa onde collegarsi colle batterie del porto, e tenersi padroni delle comunicazioni per
                           mare. – Dovendo spedire truppa nell’interno per reprimere disordini, si faccia partire dal campo, ed occorrendo imbarco si faccia in
                           qualunque punto, meno nel porto di Palermo, onde la cosa resti ignorata dalla popolazione. – Si guardi dalle concessioni; è un terreno
                           perduto che non si riacquista più, o assai difficilmente. – Se irrompesse una vera insurrezione in Palermo, e si innalzassero barricate,
                           tenere fortemente le due grandi strade Toledo e Maqueda, le carceri, il palazzo reale, la batteria del porto, e procurare di chiudere con
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