Page 193 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Missione in UMbria 193
protrasse fino ad ottobre, visitando la Svizzera, l’Assia, la Danimarca, la Francia e l’Inghilterra. Di que-
sto lungo itinerario, che si svolse dall’11 agosto all’8 ottobre 1864, rimane un preciso e sintetico giornale
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redatto dal capitano di Stato Maggiore Manfredo Cagni. Uno degli obiettivi del tour in Europa fu an-
che, come risulta dalle lettere a lui successivamente inviate dalla principessa Maria Clotilde, sposa del
principe Napoleone, quello di riflettere su un una moglie adatta al principe ereditario.
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La principessa seguiva con attenzione le sorti della sua famiglia, desiderava che il fratello Umberto
non tardasse oltre a sposarsi e che la futura consorte fosse degna un giorno di essere la regina d’Italia.
Si rivolse così al Primo Aiutante di campo, ritenuto più di ogni altro, per la posizione che aveva presso
il principe, in grado di esercitare un’influenza positiva. Il progetto di Maria Clotilde rimase solo un pro-
posito: da un lato vi era la naturale ritrosia del giovane, abilmente sfruttata da quegli ambienti di Corte
gelosi del proprio ascendente, che il di Revel definiva i Soffioni, dall’altra la diffidenza che la nascita
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“rivoluzionaria” del nuovo Regno d’Italia aveva suscitato nelle Corti cattoliche europee.
Il viaggio seguì il protocollo delle visite reali: incontri con la nobiltà locale, con i sovrani, visita alle
città, ai musei e battute di caccia. Gli ufficiali che accompagnarono Umberto ricevettero onorificenze
dai sovrani incontrati: a Copenaghen il di Revel fu insignito dal re Cristiano IX di Danimarca del Gran
Cordone della Croce di Dauebrog. La tappa più importante fu a Parigi dove giunsero il 27 agosto. Ad
attendere gli ospiti la sorella di Umberto, Maria Clotilde, il ministro Menabrea, il presidente del Senato
italiano conte Sclopis. Il futuro re d’Italia fu ricevuto dall’imperatore Napoleone III e dall’imperatrice
Eugenia. Da lì proseguirono per Londra, dove giunsero lunedì 12 settembre alla stazione di Waterloo,
accolti dal ministro lord Palmerston con tutti gli onori anche se la delegazione non ebbe modo di in-
contrare la regina Vittoria. Del soggiorno in Inghilterra il di Revel ricordava con particolare piacere e
affetto un episodio che lo vide protagonista insieme a Umberto ad Aldershot, una piccola cittadina a 60
chilometri a sud est di Londra divenuta dopo la guerra di Crimea un importante centro di addestramento
dell’esercito inglese.
Lunedì 26 settembre, Umberto, Genova di Revel e gli ufficiali del seguito, accompagnati dall’ aiutan-
te di campo della regina Vittoria, il colonnello d’artiglieria Laplace, si recarono al campo di Aldershot
per assistere a una grande manovra a fuoco cui avrebbero preso parte circa 6300 uomini. L’ufficiale
inglese si premurò di raccomandare a Genova e al principe Umberto, che, dopo aver passato in rivista le
truppe schierate in ordine di battaglia, non si portassero davanti alla cavalleria e all’artiglieria a cavallo
di Crimea ed a quella del 1859. Maggiore di Stato Maggiore col generale Fanti prese parte alla spedizione nelle Marche e nell’Umbria.
Colonnello nella campagna del 1866 ed aiutante di campo del Principe Umberto, contribuì a salvargli la vita, formando il famoso quadrato.
Nominato luogotenente generale nel 1875, e poi senatore il 26 novembre 1884, comandò prima la divisione di Palermo, poi per dodici anni il
corpo d’armata di Piacenza.
47 Manfredo Cagni (Asti 1834 –Ivi 1907) Uscito dalla Reale Accademia Militare di Torino nel 1849, fu per alcuni anni ufficiale dei gra-
natieri e di stato maggiore, passò poi nella cavalleria, comandando i reggimenti Alessandria e Novara. Nel 1887 da maggior generale
ebbe il comando di una delle brigate del corpo di spedizione del generale San Marzano contro gli Abissini. Fu ufficiale d’ordinanza
onorario del principe Umberto.
48 Collezione privata, Carte GTR, «Parigi 29 ottobre 1864. Mio caro Generale, ho ricevuto questa mattina la vostra lettera e vi ringrazio;
state sicuro che capisco perfettamente quanto mi dite e che non perdo di vista la cosa, la stessa che mi dite e che aspetto una risposta
per potermi occupare della questione che ci interessa. Ho scorso l’almanacco Gotha da cima a fondo e ho trovato solo quello di cui
parlate: o la nipote di Pepoli o Margherita di Nemours, ma per la seconda dubito che si possa pensare a qualcosa (e mi dispiace); [poi]
ci sono delle protestanti o delle cattoliche poco raccomandabili. E infine se ci sarà qualche cosa, vi terrò informato. Contate sulla mia
riservatezza, farò del mio meglio. Spero che abbiate trovato i vostri in buona salute. Umberto mi ha scritto, mi sembra molto soddisfat-
to della sua sistemazione a Milano. Addio mio Generale, grazie del vostro interessamento per mio fratello. Credetemi sempre vostra
affezionata Maria Clotilde Napoleone». (In francese, la traduzione è mia) Nelle carte di Genova di Revel sono conservate dieci lettere,
tutte riguardanti la ricerca della sposa per il principe Umberto, scritte dalla principessa Maria Clotilde Napoleone tra il 29 ottobre 1864
e il 22 gennaio 1867, quando ormai si profilava il matrimonio con la cugina Margherita.
49 Mario Degli Alberti, Diplomazia e politica. Per un matrimonio principesco, in «La Rassegna Nazionale», cit., fasc. 1 dicembre 1891,
p.338.

