Page 239 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Ministro della Guerra 1867                                      239




                        e sulla Gazzetta di Torino di essersi adoperato per far andare a
                        monte «l’ardito piano di Rattazzi». Fu in particolare il quoti-
                        diano torinese con un articolo intitolato Un capitolo di storia
                        contemporanea a criticare l’operato del ministro della Guerra
                        con ricostruzioni di complotti e di cospirazioni ordite in ac-
                        cordo con la consorteria toscana:
                             “Le truppe disseminate sulle frontiere, e che, come si sa a
                             quest’ora, costituivano una forza imponente furono concen-
                             trate in tre nuclei (…) potevano in otto ore di tempo penetra-
                             re contemporaneamente a Roma.  Era preparato ogni cosa,
                             fino ai convogli che dovevano trasportare i nostri soldati,
                             fino al proclama che aveva ad annunziare all’Europa il gran
                             fatto (...) tutto stabilito, tutto pronto in una parola. Ma al
                             momento in cui a mezzo del telegrafo, si stava per trasmet-
                             tere il supremo cenno, venne dall’alto contr’ ordine…Cosa
                             era successo? Non lo so al giusto e se lo sapessi non potrei
                             dirlo. Vi basti conoscere ch’esisteva una cospirazione; i co-
                             spiratori tenevano i loro conciliaboli tutte le sere, e qualche
                             volta nella notte in casa di un gentiluomo fiorentino, che ora
                             fa parte del nuovo Ministero [Luigi Guglielmo Cambray Di-
                             gny]. Il Conte Menabrea non vi mancava mai, e vi assisteva
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                             pure il sig. generale, di Revel, già ministro della guerra.”
                           L’articolo  attribuiva  a  questa  cospirazione,  smentita
                        dall’interessato con una lettera pubblicata il 17 novembre, il
                        repentino voltafaccia di Vittorio Emanuele che aveva bloccato la spedizione verso lo Stato Pontificio.
                        Le notizie dettagliate sull’attività dei ministri in quei convulsi momenti riportate dal quotidiano torinese
                        fecero ritenere al di Revel che l’articolo fosse ispirato da persona che aveva una precisa conoscenza
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                        dell’operato del governo e tutti gli indizi portavano a Cirillo Monzani,  stretto collaboratore del Presi-
                        dente del Consiglio e nominato nel 1867 Segretario di Stato del ministero degli Interni. Scrisse dunque a
                        Rattazzi, risentito, minacciando di inasprire ancor più la controversia e di coinvolgerlo in una polemica
                        disastrosa. L’avvocato di Alessandria rispose con una lunga lettera dichiarandosi estraneo ai rilievi che
                        venivano mossi all’ex ministro della Guerra, ammettendo tuttavia che le informazioni sull’operato del
                        governo venivano da Monzani. Comunque dopo la lettera a Rattazzi i due quotidiani cessarono le pole-
                        miche che approdarono invece alla Camera nei primi giorni di dicembre durante il dibattito sugli eventi
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                        di Mentana.

                        47  Ivi, Un capitolo di storia contemporanea, 11 novembre 1867.
                        48  Cirillo Monzani (Castelnovo ne’ Monti, Reggio Emilia 1823 – Roma 1889) L’orientamento patriottico della famiglia indusse il giova-
                           ne Cirillo a lasciare il paese natio. Conseguì la laurea in giurisprudenza a Palermo dove entrò in contatto con gli ambienti mazziniani
                           siciliani e con Francesco Crispi. Trasferitosi a Napoli, fu arrestato dalla polizia borbonico nel 1844 in seguito al tentativo dei fratelli
                           Bandiera. Scarcerato, si rifugiò a Firenze dove iniziò un’intensa attività di studi, collaborando all’Archivio storico italiano. Espulso
                           dal Granducato nel 1853 per le sue simpatie giobertiane, si recò a Torino dove conobbe Rattazzi di cui divenne grande amico e colla-
                           boratore.
                        49  Alla vigilia del dibattito parlamentare sui fatti di Mentana il deputato Giorgio Asproni, irriducibile avversario dei governi della De-
                           stra, annotava sul suo diario il 29 novembre 1867 «La novità d’oggi è una lettera alla Gazzetta di Torino del Generale Revel. Egli
                           cinicamente confessa che travisò con tutte le sue forze gl’intendimenti del ministro Rattazzi affinché non occupasse Roma. Da questo
                           dichiarato tradimento al collega e al Paese ne nascono di per sé due considerazioni. La prima contro al Rattazzi, che si associava al
                           Ministero il figlio del padre che nel Gennajo del 1821 faceva sciabolare gli studenti alla Università di Torino. La seconda contro il re,
                           che è il reo principale di queste vergogne ed al quale il Generale Di Revel avrà obbedito. Queste rivelazioni aumentano le congiure per
                           abbattere la monarchia. Per ora aspettano quel che farà il Parlamento. Il disinganno verrà a passo celere per coloro che amano ancora
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