Page 235 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Ministro della Guerra 1867 235
intervenne con suggerimenti dettati talvolta da antichi risentimenti, come nel caso di La Marmora:
“Il Re da parte sua mi disse di lasciar andare questo personaggio incomodo, critico verso tutto quel-
lo che facevano il governo e il Re! “ 34
Il sovrano coglieva anche l’occasione per dissipare rancori tra le persone a lui più vicine, come av-
venne con la riconciliazione tra Rattazzi e il generale Cialdini che accettò la presidenza del Comitato
superiore delle armi di Fanteria e Cavalleria. Genova non dimenticò, naturalmente, nella sua azione di
ministro, la sua città prediletta, Torino. Favorì così la nascita del Museo industriale nazionale, istituito
nel 1862 dal primo governo Rattazzi, ma non operativo fino al 1867 quando trovò finalmente una sede
adeguata in un palazzo del ministero della Guerra. Fu istituita anche la Scuola Superiore di Guerra
nell’antico Palazzo del Debito pubblico in via Bogino.
Vogliamo noi una guerra contro la Francia?
Nel frattempo si andavano intensificando le iniziative del Partito d’Azione e dei garibaldini per una
nuova spedizione contro lo Stato Pontificio. Genova seguiva con grande preoccupazione i movimenti
del generale Garibaldi che era stato eletto presidente del Comitato romano, fino ad allora un elemento di
moderazione nella complessa vicenda della questione romana.
Sull’altro versante, proprio in quei giorni, l’atteggiamento di Parigi sembrava mosso soltanto dal
desiderio di creare difficoltà al governo Rattazzi. Contravvenendo alla Convenzione di Settembre, era
stato lasciato, a difesa dello Stato della Chiesa, oltre alle truppe regolari del Papa, un reparto reclutato
tra le truppe francesi, la Legion d’ Antibes. Addirittura era stata concessa l’equiparazione del servizio
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prestato nello Stato Pontificio a quello nell’esercito nazionale. A rafforzare questa appartenenza dei
soldati ci fu, nel giugno del 1867, il discorso del generale Dumont che si rivolse ai militari come se si
trattasse di un corpo dell’esercito francese. Le parole dell’alto ufficiale infiammarono ancor più il dibat-
tito sulla Questione Romana: in particolare il ministro della Guerra temeva che l’episodio, suscitando
un legittimo risentimento dell’orgoglio nazionale, potesse indebolire l’azione del governo nell’impedire
ogni operazione contro il territorio romano. In questa complessa congiuntura sfruttò il suo intuito diplo-
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matico e tentò di aprire uno spiraglio: l’occasione gli si presentò quando il canonico Giuseppe Ortalda,
direttore dell’Opera della Propagazione della Fede di Torino, che già conosceva, recandosi in agosto in
visita al Papa gli chiese un lasciapassare per le autorità militari che controllavano la frontiera. Il di Revel,
dopo averne informato Rattazzi, inviò per mezzo di Ortalda una lettera al pontefice in cui lo supplicava
di pronunziare una parola di conciliazione che contemperasse la fede religiosa e la politica del Regno
d’Italia. La missione del canonico torinese non sortì, come era prevedibile, alcun risultato concreto: il
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Papa disse di non poter dare nessuna risposta al generale, ma inviò alla moglie Camilla, conosciuta da
bambina quando frequentava la villa della famiglia Albani, un bellissimo rosario. Pur deluso dall’insuc-
cesso, il ministro colse nel gesto del pontefice un segno di attenzione che avrebbe fatto senz’altro piacere
alla pia consorte:
34 Collezione privata, Carte GTR, lettera al fratello Ottavio, Firenze, s.d. [luglio 1867].
35 Giorgio Candeloro, Storia dell’Italia moderna, cit., vol. V, p. 327.
36 Giuseppe Ortalda, Professore di eloquenza, Il canonico Giuseppe Ortalda fu uno dei grandi animatori delle iniziative cittadine a To-
rino per raccogliere fondi pro-missioni. Nel 1852 organizzò una lotteria missionaria, ripetuta nel 1858 sotto forma di esposizione di
migliaia di oggetti inviati dai missionari: erano i premi della lotteria. Nacque in concomitanza il periodico Esposizione a favore delle
Missioni Cattoliche affidate ai seicento missionari sardi, che poi divenne Museo delle missioni cattoliche: è il primo periodico missio-
nario italiano.
37 Genova Thaon di Revel Sette mesi al Ministero, cit., p.156.

