Page 234 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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234                                              Thaon di Revel




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                                                                              tuire e mai poi realizzato), il comando
                                                                              della divisione di Napoli, di quella di
                                                                              Firenze e infine l’incarico di ministro
                                                                              plenipotenziario  a  San  Pietroburgo.
                                                                              Di fronte a tanta fermezza nel rifiuta-
                                                                              re ogni proposta, il di Revel non poté
                                                                              che prestare orecchio alle voci diffu-
                                                                              se  dalla  stessa  moglie  del  generale
                                                                              Giovanna, che, in piena atmosfera da
                                                                              Bicheville, dicevano che La Marmora
                                                                              non voleva assolutamente lasciare Fi-
                                                                              renze per una forte simpatia per una
                                                                              bella dama inglese.
                                                                                 Comunque  era  preoccupato  che
                                                                              l’opposizione  di  un  così  autorevole
                                                                              membro dell’alta ufficialità espones-
                                                                              se proprio in quel momento l’esercito
                                                                              a pericolose tensioni, anche perché le
                                                                              motivazioni del generale La Marmo-
                                                                              ra lasciavano intravedere un progetto
                                                                              politico alternativo:
                                                                              “Io non posso perciò fare a meno
                                                                              di  insistere  sulla  mia  domanda.
                                                                              Potrò forse nella mia nuova e in-
                                                                              dipendente  posizione  più  libera-
                                                                              mente  combattere  certe  tendenza
                                                                              della  Corte  e  della  piazza,  che
                                                                              sovente per vie diverse e talvolta
                                                                              per  la  stessa  via  minacciano  di
                                                                              condurre il paese e la Monarchia
                                                                                          32
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                                                                                 In conclusione della lunga e infrut-
                                                                              tuosa trattativa con il suo antico su-
                                                                              periore, Genova gli rivolse un ultimo
                                                                              accorato appello sottolineando i peri-
               coli che potevano derivare dal suo diniego:
                     “L’accettazione di un comando da parte di V.E. avrebbe prodotto ottimo effetto nell’esercito, avreb-
                     be ancora palesato quant’era ridicolo il timore di pronunciamenti o colpi di stato da parte di genera-
                     li d’armata. Ora invece, ritirandosi malcontento, che tale sarà giudicata da tutti la di Lei astensione,
                     si vedrà comparire quell’apparente antagonismo che crea le personalità ed i partiti in un esercito, e
                                                                          33
                     toglierà al nostro uno dei maggiori suoi elementi di forza. “
                  In questo vero e proprio sommovimento tellurico nelle alte sfere dell’esercito italiano, un ruolo impor-
               tante lo giocò anche Vittorio Emanuele. Tenuto sempre al corrente dal fedelissimo ministro della Guerra,


               32  ASBI, Carte La Marmora, cit. Cass. XCI, cart. 144 – 474, La Marmora a Revel, Firenze 28 giugno 1867.
               33  Ivi, cit., cassetta XCI, cart. 144 - 474, Revel a La Marmora, Firenze 22 settembre 1867.
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