Page 90 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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                     uscendo dal polveroso ed arido piano funebre di Balaklava, fu oltremodo riconfortante. Uomini e
                     cavalli amavano rotolarsi in quella frescura. V’erano assai piante e cespugli. Il movimento generale
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                     era di portarsi alla riva sinistra della Cernaja.”
                  Al termine della giornata i piemontesi si schierarono sulla riva sinistra della Cernaia e sulle alture
               di Kamara pressappoco nelle zone che avrebbero conservato per tutta la durata della campagna. Un
               distaccamento di bersaglieri, passato il fiume, si attestò sul monte Giorgun che divenne la Rocca dei
               Piemontesi, il posto di osservazione dell’esercito sardo. Questo primo fatto d’arme, del tutto pacifico e
               incruento, diede modo a Genova di valutare di persona le relazioni gerarchiche tra i comandanti alleati
               (uno dei punti meno precisati nel trattato e sul quale La Marmora aveva avanzato molte riserve, tanto da
               rinviare il suo imbarco per la Crimea).
                  Il parere del comandante francese Pellissier, che aveva il maggior numero di forze, era determinante
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               nei consigli in cui si decidevano le operazioni.  Il corpo di spedizione sardo invece era considerato,
               almeno all’inizio, alle dipendenze di quello inglese, al punto che il generale Adolphe Niel dava per scon-
               tata la subordinazione del contingente piemontese.
                     “E’ giunto il generale La Marmora con un corpo d’armata sardo. Questo corpo formante un effettivo
                     di 15 mila uomini è posto sotto gli ordini del comandante l’armata inglese. “ 29
                  Tuttavia, la stima che La Marmora seppe conquistarsi pose in realtà i due comandanti su un piano di
               parità e di cordiale collaborazione, come ricordava con autentica considerazione per il suo comandante
               il di Revel:
                     “Risultato dovuto alla sincera nobiltà di sentire di Raglan e Lamarmora, schivi entrambi da inop-
                     portuna suscettibilità od importuna pretensione.” 30

                  Due giorni dopo fu presentato a lord Raglan nel quartiere generale inglese, che era posto in una mo-
               desta casa di campagna sull’altopiano del Chersoneso. Nelle sue funzioni di commissario regio si stabilì
               in una grande tenda, i cavalli nella scuderia del lord comandante e i servitori comodamente alloggiati in
               un padiglione vicino. Tutti conforts che descrisse in una lettera alla madre del 27 maggio, per tranquil-
               lizzarla, paragonando la propria sistemazione a quella di una scena della famosa opera lirica, Il Profeta ,
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               rappresentata con grande successo al Teatro Regio di Torino. Il capitano di Revel poté far valere anche
               in quest’occasione, nei suoi rapporti con lo Stato Maggiore britannico, il rango del suo casato, l’essere
               il fratello dello sfortunato Adriano, ministro plenipotenziario del Regno di Sardegna a Londra per tanti
               anni e l’amicizia con alcuni alti ufficiali inglesi che aveva conosciuto durante il suo soggiorno a Vienna
               nel 1852 e 1853.






               27  Ivi, p. 92.
               28  Esemplare in proposito la lettera diramata dal capo di Stato Maggiore di Pellissier, generale Montimprey, riguardante il movimento
                   a cui prese parte anche Genova il 25 maggio: «E’ stato disposto che domani 24, a punta di giorno, il generale Canrobert, con due
                   divisioni di fanteria, colle loro batterie, più cinque batterie a cavallo ed una da montagna e venti squadroni di cavalleria, discenda nel
                   piano di Balaclava per occupare le alture della riva sinistra della Cernaia. In quest’ operazione gli avamposti russi saranno ricacciati,
                   sia che disturbino la presa delle posizioni suddette, sia che restino minacciosi contro ad esse.  Il concorso degli alleati consisterà: 1°
                   Nello stabilire truppe turche (fanteria, cavalleria ed Artiglieria) sulla linea delle ridotte che fiancheggiano la strada di Woronzof nel
                   piano di Balaclava. 2° Nello stabilire davanti a Balaclava, verso il nemico, un corpo di cavalleria inglese, che prolunghi la destra
                   della truppa ottomana fino alle colline di Kamara. 3º Nell’occupazione del versante di Kamara per parte del corpo sardo, che coprirà
                   lo sbocco della strada di Baidar e si estenderà verso Ciorgun, al confluente dello Sciuliù colla Cernaia». Cfr. la spedizione sarda in
                   Crimea nel 1855 – 56, cit., p. 78.
               29  Ivi, cit., p. 80n.
               30  Genova Thaon di Revel, Dal 1847 al 1855, cit., p. 92.
               31   Una famosa opera lirica di Giacomo Meyerbeer, che ebbe uno straordinario successo di pubblico nella seconda metà del XIX secolo.
                                                                                            capitolo terzo
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