Page 98 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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                     “Cresceva pur sempre la buona opinione che gli alleati avevano del corpo di spedizione. Era con-
                     siderato come un’ottima riserva, pronta e capace a qualunque impresa, mobile, resistente e compa
                     tt.”
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               Orribili spasimi ed atroci sofferenze

                  Di lì a poco comunque poté vedere di persona la realtà della guerra che si stava combattendo. Il 7 giu-
               gno gli alleati avevano sferrato una violenta offensiva contro la torre Malakoff, ma l’attacco fu respinto
               dai russi. Il giorno seguente fu concordata una tregua tra gli eserciti per soccorrere i feriti e seppellire i
               morti. Genova si recò con due ufficiali dello Stato Maggiore inglese a visitare i luoghi dello scontro che
               erano nella zona francese del fronte.
                     “I Francesi e i Russi si poser alacremente a portar via i pochi feriti rimasti vivi con orribili spasi-
                     mi ed atroci sofferenze, ad anche i morti, perché un generale russo che presiedeva all’operazione,
                     proibì che si scavasse il terreno. Era spaventoso a mirare i cadaveri di tutti quei giovani, poco pri-
                     ma pieni di vita, distesi sul suolo nelle più contorte posizioni che prende un uomo nelle convulsioni
                     dell’agonia. Orribile a vedere quelle facce diventate nere pel calore torrido di quelle giornate. Tra
                     morti e feriti gli alleati perdettero 1600 uomini, fecero 400 prigionieri. I Russi non han perduto cer-
                     tamente meno. “ 47
                  Durante il sopralluogo sul campo di battaglia, s’intrattenne a parlare con il generale del Genio russo
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               Eduard Todleben,  il progettista e il direttore dei lavori delle fortificazioni di Sebastopoli, per chiedere
               notizie di un ufficiale conosciuto durante il suo soggiorno a Vienna. Gli incontri tra ufficiali durante una
                                                                                                                 49
               tregua avvenivano abitualmente tanto che anche Lev Tolstoj nei I racconti di Sebastopoli li descriveva
                  Una moltitudine di persone- narrava lo scrittore russo- si era riversata dal campo francese sul terreno
               della mischia tra mucchi di cadaveri sfigurati, un odore orrendo di morte che riempiva l’aria ad ammira-
               re questo spettacolo con curiosità avida e benevola e tra questa moltitudine Tolstoj notò un ufficiale che
               parlava francese con accento italiano e s’intratteneva con i militari russi, era forse il Nostro.
                  Finalmente, poco dopo la metà di giugno prese parte, anche se solo come osservatore, all’unico fatto
               d’armi della sua missione in Crimea. Il consiglio di guerra degli alleati aveva programmato un attacco
               generale contro le fortificazioni di Sebastopoli per il 18 giugno e il giorno precedente era iniziato un
               massiccio bombardamento d’artiglieria che era proseguito per tutta la notte. L’esercito sardo, come
               stabilito, non avrebbe partecipato direttamente all’attacco, ma doveva compiere una manovra diversiva
               oltre il fiume Cernaia, appoggiato dalle truppe ottomane e da tre squadroni di cavalleria inglese.
                  Genova si trovava invece, secondo la sua funzione di commissario militare, con gli ufficiali inglesi di
               Stato Maggiore. Partiti di notte dal quartier generale avevano raggiunto una trincea molto prossima alla
               linea del fuoco russo. Non appena le truppe britanniche si lanciarono all’attacco, lord Raglan ordinò che
               fosse spiegata sulla balaustra la bandiera britannica che divenne naturalmente il bersaglio privilegiato
               per i tiri dei russi. Subito dopo, infatti, una scheggia di proiettile colpì di striscio alla fronte il generale
               Harry Iones, comandante del Genio che stava riferendo le disposizioni che aveva impartito. Una scena
               davvero insolita si presentò agli occhi di Genova, ammirato e sorpreso dall’atteggiamento degli anziani
               ufficiali che mostravano un coraggio non comune unito al risaputo e proverbiale aplomb britannico:



               46  Genova Thaon di Revel, Dal 1847 al 1855, cit., p. 149.
               47  Ivi, p. 115.
               48  Eduard Todleben (Mittau 1808 – Bad Soden, Francoforte 1884). Nato in Curlandia (Lituania) da una famiglia di origine tedesca,
                   frequentò la scuola di ingegneria di Pietroburgo. Entrato nell’esercito imperiale russo nel 1836, allo scoppio della guerra contro
                   l’impero Ottomano fu inviato in Crimea con l’incarico di fortificare l’area di terra di Sebastopoli.
               49  Lev N.Tolstoj, I racconti di Sebastopoli, cit., pp. 69 -70.
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