Page 99 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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La guerra di Crimea 1854 -1856 99
“Egli sarebbe caduto indietro se, trovandomi vicino a lui, per curiosità di conoscere gli ordini, non
l’avessi sorretto. Si riebbe subito, mi pregò di asciugargli la fronte che sanguinava, non trovando il
proprio fazzoletto, e continuò il suo rapporto a Raglan che ascoltava imperterrito in mezzo a quel
sibilar di palle, agitando soltanto quasi convulsivamente il braccio monco. Se fossi pittore farei
un magnifico quadro rappresentante quei due vecchi e rispettabili generali, uno col braccio mon-
co, l’altro colla fronte sanguinosa, calmi in mezzo al furore dei tiri, colla bandiera britannica che
sventolava sovr’essi, parlare pacatamente delle disposizioni a darsi (…) Mentre non si badava al
pericolo chiamato sullo Stato Maggiore da quella bandiera che ne segnava la posizione al nemico,
quei signori si erano precauzionati contro la fame ed avevano portato con noi sandwichs e sherry in
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abbondanza.”
Anch’egli impassibile sotto il fuoco nemico, rimase nella trincea finché, respinto l’attacco, le truppe
alleate iniziarono a ritirarsi. A sera si portò al quartier generale piemontese per riferire a La Marmora del
fallimento dell’operazione.
La guerra del giovane capitano si svolgeva così tra il comando italiano, dove conferiva con il generale
La Marmora e Agostino Petitti, e quello inglese. Il di Revel assolveva la sua missione con intelligenza,
sensibilità, e anche, come abbiamo visto, con grande coraggio, tanto che il 27 giugno, mentre si trovava
proprio nel quartier generale inglese, ebbe notizia della nomina a maggiore conferitagli il giorno 8. La
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sua soddisfazione per il riconoscimento avuto, prontamente comunicato con il dovuto entusiasmo alla
madre a Torino, fu però offuscata dalla violenta recrudescenza del colera che colpì anche le persone a
lui più vicine.
Alessandro La Marmora era morto nella prima settimana di giugno. Se ne andarono poi il maggior
generale James Bucknall Estcourt e il vecchio lord Raglan, tanto da lui stimato, tutti e due spirarono in
quarantottore.
Poco tempo dopo ebbe la drammatica notizia della malattia del suo amico e collega San Marzano, con
cui aveva condiviso sin dall’inizio l’avventura in Oriente. Nella descrizione che ci ha lasciato dell’ulti-
mo incontro con Vittorio di San Marzano malato, possiamo vedere quanta attenzione e sensibilità avesse
nei gesti e nelle parole e con quanta diplomazia lo convincesse a cambiare alloggio, nascondendogli la
richiesta ultimativa dei francesi di allontanarlo dal loro Quartier Generale per non diffondere la malat-
tia. Il giovane amico morì nel giro di due giorni e questa tragica vicenda gli straziò l’animo. Morire in
guerra era parte della vita di un militare, e ne era ben consapevole; invece la morte per malattia di un
suo amico e per di più in giovane età rappresentò un evento davvero drammatico che, come vedremo, lo
segnò profondamente.
“Entrato nella baracca, andai subito a San Marzano coricato, e tendendogli la mano, gli dissi che
passato in vicinanza, venivo da lui a bere un cicchetto di vermouth. Mi mostrai sorpreso di trovarlo a
letto a quell’ora. – Son rimasto a letto, mi disse, perché non mi sento bene, e non bisogna trascurare
le precauzioni, - e con occhio sospettoso guardava la mano che gli avevo sporta, e che era inguan-
tata perché sceso da cavallo. Me n’avvidi, e tosto levatomi il guanto come per prendere qualcosa in
tasca, gli ripresi con la mano scoperta il braccio, dicendo che volevo tastargli il polso. Fortunata-
mente egli si lagnò meco del rumore che facevano i suoi vicini di baracca. Presi la palla al balzo per
dirgli che al posto suo avrei cercato di andare in una buona tenda solo, dove l’aria sarebbe più pura
e non avrebbe rumori, né disturbi. Mi guardava fisso e quasi sospettoso. Soggiunsi che parlavo per
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esperienza, poiché alloggiavo in una tenda, mi trovavo meglio di tutti.”
Ai primi di luglio occorse l’unico momento di crisi nei rapporti tra i comandi alleati e l’esercito turco.
50 Genova Thaon di Revel, Dal 1847 al 1855, cit., p. 122.
51 Ministero della Guerra, Stato di servizio, cit.
52 Genova Thaon di Revel, Dal 1847 al 1855, cit., p. 130.

