Page 81 - La Regia Marina nell Isole Ionie aprile 1941 - settembre 1944
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batteria, ordinò alle batterie 1 , 3 e 5 di aprire il fuoco. Reagirono anche le
batterie della Marina (compresa quella da 152) e le mitragliere da 20. Una
motozattera affondò. L’altra motozattera si arrese; a bordo vi erano 5 morti e 8
feriti. Il fuoco si spostò sui semoventi e sui reparti tedeschi presenti ad
Argostoli, che stavano prendendo posizione vicino al porto. Su richiesta te-
desca il fuoco venne sospeso. In mattinata giunse ad Argostoli un idrovolante
tedesco con un tenente colonnello tedesco e un ufficiale dell’Aeronautica
italiano. I tedeschi offrirono al generale Gandin la carica di capo di Stato
Maggiore delle truppe italiane che in Italia avrebbero combattuto a fianco dei
tedeschi. Nel primo pomeriggio giunse un idrovolante con il generale Hubert
Lanz, comandante del XXII Corpo d’Armata da montagna, che si recò nella
penisola di Lixuri, da cui ebbe un colloquio telefonico con Gandin, per
convincerlo a cedere le armi.
Il 14 fu stabilito il collegamento fra la Stazione radio della Marina e il
Comando Supremo a Brindisi, che ordinò alla divisione di opporsi alle
proposte tedesche e di dare inizio alle ostilità. In giornata giunse la notizia da
Zante che il comandante dell’isola, generale Paderno, cedute le armi, era stato
inviato in Germania assieme a 400 soldati. Nella notte i reparti italiani
assunsero un nuovo schieramento allo scopo di liberare Argostoli dai tedeschi
e procedere verso nord per riconquistare l’importante posizione strategica di
Kardakata e, poi, accedere alla penisola di Palii.
La mattina del 15 ebbero inizio le operazioni aeree tedesche con impiego
di velivoli Stukas. Gli attacchi, condotti da 24 aeroplani, si ripeterono anche alle
13 e alle 18. Nel corso di tali attacchi aerei il motoveliero goletta Patrizia fu
affondato nella Baia di Argostoli. Per sottrarle alla furia del bombardamento, le
altre due unità (motoveliero Elvira e motocisterna MEN G8) furono portate a
ormeggiare nei pressi di Paterna, a qualche centinaio di metri da Faraò. Gli
equipaggi delle tre unità furono sbarcati e tenuti “alla mano” per un loro
eventuale impiego. Diciotto uomini furono messi di guardia a due mitragliere
Breda della batteria, con moschetti e due casse di bombe a mano. (24)
Anche le truppe tedesche attaccarono le posizioni italiane, che contrat-
taccarono, riconquistando il monte Telegraphos e Argostoli. Alle 23 i reparti
tedeschi di Argostoli chiesero la resa.
Alle due del 16 la resa fu concessa.
(24) All’atto della resa, essendo in abiti civili, i tedeschi li presero per greci.
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