Page 110 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
Cefalonia: casetta rossa
Il 14 settembre erano giunti nell’isola due cacciatorpediniere italiani, Stocco e Sirtori, dei quali uno, il Sirtori si
incagliò ma riuscì con le sue armi e il personale a contribuire alla difesa dell’isola. L’altro rientrò a Brindisi.
Il 17 settembre partirono per raggiungere l’isola altri due cacciatorpediniere ma furono costretti a rientrare
in porto, come era accaduto per Cefalonia, perché le autorità britanniche non permettevano azioni auto-
nome di unità navali italiane, fino a quando non fossero state prese decisioni circa la libertà d’azione delle
componenti della Flotta italiana.
Dopo alcuni giorni di tensione, ma senza scontri, il comando tedesco inviò il consueto ultimatum, chie-
dendo la resa e poi, per ordine superiore, passò a pretendere il disarmo delle truppe. Ancora una volta vi
fu un rifiuto e questo diede l’avvio all’attacco. I reparti della Acqui conquistarono dei capisaldi avversari e
catturarono 12 ufficiali e 41 militari tedeschi.
Come era accaduto a Cefalonia, i tedeschi si resero conto che erano in inferiorità per numero di uomini e per
mezzi ma avrebbero potuto facilmente piegare la resistenza italiana, se fossero arrivati sostanziosi rinforzi.
Conquistata Cefalonia, i rinforzi arrivarono dal porto di Santi Quaranta (Albania) e quindi furono ripresi
gli attacchi. La Divisione era riuscita ad avere i collegamenti con i centri italiani nel territorio nazionale e la
Regia Aeronautica riuscì a intervenire con successo contro imbarcazioni che trasportavano truppe tedesche
sull’isola. Anche la Regia Marina cercò di portare nuovamente soccorso all’isola e il 20 settembre il caccia-
torpediniere Sagittario fu inviato a Corfù per evitare sbarchi segnalati di forze tedesche. Il 24 settembre lo
Stocco fu mandato in soccorso ma fu gravemente danneggiato dagli Stukas tedeschi e affondò a ponente di
Corfù con perdite numerose di vite umane. I combattimenti furono molto aspri e da parte italiana caddero
600 unità e, per parte tedesca, 200.
Il presidio di Corfù dovette arrendersi il 25 settembre . Anche in questo caso gli ufficiali italiani catturati
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furono fucilati senza alcun processo o formalità. Militari di truppa furono deportati o in Germania o in
161 De Courten indica la data del 26 settembre, cit., p. 291.
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