Page 114 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
P. 114

“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           1.5  Le vicende della Regia Marina conseguenti all’armistizio


                          olti studi sono stati fatti sulla Regia Marina e sul comportamento della flotta italiana in quei
                          difficili giorni che fu molto importante perché ebbe un peso nelle ripercussioni positive sul
                          giudizio degli angloamericani nei confronti dell’Italia, della Monarchia e del nuovo Gover-
           M no; giudizi comunque verso la Regia Marina erano già stati espressi in varie occasioni.
                       …Dall’istante in cui fu firmato l’armistizio e la flotta italiana lealmente e coraggiosamente passò dalla parte alleata
                       io mi sentii impegnato a lavorare con il Re d’Italia e il maresciallo Badoglio fino a quando Roma non fosse stata
                       occupata dagli alleati e non avessimo potuto costituire un vero governo italiano di larga base, per il perseguimento
                       della guerra al nostro fianco…

           questa era l’opinione di Churchill sulla flotta italiana, che aveva sempre ammirato.
           In quella prima settimana di settembre, le Forze Navali italiane si dividevano in due Squadre: una Squadra
           navale da battaglia, al comando dell’ammiraglio Carlo Bergamini, della quale una parte nell’Alto Tirreno, com-
           posta da: 9ª Div. N.B., Vittorio Veneto, Roma, Italia; 7ª Div. lncr. Eugenio di Savoia, Duca d’Aosta, Montecuccoli; 8ª
           Divisione lncr. Duca degli Abruzzi, Garibaldi, Attilio Regolo; 12ª Squadriglia Ct., Mitragliere, Carabiniere, Fuciliere,
           Velite; 14ª Squadriglia Ct., Legionario, Oriani, Artigliere, Grecale; 16ª Squadriglia Ct., Vivaldi, Da Noli; la secon-
           da, nello Jonio, forte di: 5ª Div. N.B., Duilio, Doria, Cesare (in riserva) a Pola; Gruppo lncr. leggeri, Cadorna,
           Pompeo Magno, Scipione l’africano; 15ª Squadriglia Ct., Da Recco.
           La seconda era la Squadra Sommergibili, al comando dell’ammiraglio Antonio Legnani, della quale una par-
           te era nel Mediterraneo: Alagi, Brin, Diaspro, Marea, Manara, Menotti, Onice, Settembrini, Vortice, Zoca, Giada,
           Galatea, Nichelio, Platino, Turchese, Topazio, Axum, Bragadino, Squalo, Bandiera, Jalea. Vi erano inoltre: Betasom;
           Cappellini, Giuliani, Torelli, in basi giapponesi; Bagnodini, Finzi, a Bordeaux; Cagni, in navigazione nell’Oceano
           Indiano Meridionale; 9 sommergibili di costruzione tedesca dislocati a Danzica in addestramento o allesti-
           mento; 5 sommergibili C.B. dislocati in Mar Nero.
           Vi erano le Forze navali di protezione del traffico, al comando dell’ammiraglio Edoardo Somigli con i Tor-
           pediniere: Aliseo, Ardimentoso, Ardito, Fortunale, Impetuoso, Orsa, Orione, Pegaso, Calliope, Clio, Libra, Sirio, Euro,
           Crispi, Castelfidardo, Calatafimi, Solferino, Giovannini, Carini, Fabrizi, Sistori, Stocco, Audace, Abba, Pilo, Missori,
           Mosto, Insidioso, T.1, T.6, T.7, T.8; le corvette Baionetta, Sibilla, Fenice, Sfinge, Scimitarra, Chimera, Ape, Pellicano,
           Gru, Ibis, Cormorano, Danaide, Minerva, Folaga. Da non dimenticare i 25 M.A.S. al comando di Aimone di Sa-
           voia-Aosta, a capo anche di 27 motosiluranti e 23 vedette.
           In totale la Marina disponeva di 256.070 uomini, di cui 12.256 ufficiali e 243.814 uomini del Corpo Equipaggi.
           Le forze navali tedesche avevano nel Mediterraneo 14 sommergibili; la 3ª flottiglia unità di scorta con
           quattro corvette, due posamine, una nave pilota, 4ª flottiglia di unità di scorta con 4 torpediniere e uno
           in allestimento; una flottiglia vedette in allestimento; la 6ª flottiglia dragamine con numerose unità; la
           12ª flottiglia dragamine anch’essa con molte unità; 3 navi appoggio e la 3ª e la 7ª flottiglia motosiluranti,
           anch’essa con molte unità .
                                    163
           Per meglio comprendere quale fu il comportamento della Regia Marina subito dopo gli avvenimenti del 25
           luglio e dell’8 settembre, è molto interessante analizzare di nuovo l’articolo n. 4 dell’armistizio ‘corto’, per
           quel che la riguarda, ove si disponeva per il trasferimento immediato in quelle località che saranno designate dal Coman-
           dante in Capo alleato, della Flotta e dell’Aviazione italiane con i dettagli del disarmo che saranno fissati da lui. Condizioni
           già previste e peraltro ancora più dure nella bozza della dichiarazione di resa, redatta il 29 luglio del 1943 (v.
           sopra) . Da notare anche quanto scritto nell’armistizio ‘lungo’ firmato il 29 settembre 1943 ai punti 1(a, b,
                 164
           c,), 4 e 7, per contestualizzare la realtà delle dure e difficili condizioni di resa imposte dagli angloamericani,
           in procinto di diventare ‘alleati’.



           163   V. Filippo Stefani, L’8 settembre e le forze armate italiane, in “Italia in Guerra”. Il quarto anno, 1943, p. 137-194; negli allegati a
           quel saggio l’esatta consistenza delle forze terrestri, navali, aeree italiane e di quelle tedesche. V. anche Vincent P.O’Hara-Enrico
           Cernuschi, Dark Navy: The Italian Regia Marina and the Armistice of  8 September 1943 (English Edition), Nimblebooks, 2009, p.8.
           164   NAUK, CAB 66/40/7, 3 agosto 1943, most secret, Telegrams from War Cabinet Offices to Joint Staff Mission, Washington,
           p.2, ai punti 3 e 10.

              110
   109   110   111   112   113   114   115   116   117   118   119