Page 115 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO
Sono altresì da leggere con rinnovato interesse a ottant’an-
ni dalle vicende, Le memorie dell’ammiraglio De Courten, scritte
quando aveva già lasciato il servizio attivo alla fine degli Anni
‘40, affiancandole con la lettura dei documenti diplomatici
italiani e le memorie di Winston Churchill al riguardo .
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Alla caduta di Mussolini, Raffaele De Courten era stato
nominato, dal governo di Badoglio, Ministro della Marina,
contemporaneamente rivestendo anche il ruolo di Capo
di Stato Maggiore della stessa Forza Armata. Già addetto
militare a Berlino, era un ufficiale stimato dai tedeschi e
soprattutto dall’ammiraglio Dönitz, a capo della Marina da
guerra tedesca dal gennaio 1943. Così come in seguito lo fu
e molto dagli angloamericani (v. infra).
Nelle sue Memorie scrive:
il crollo improvviso e totale del regime fascista co-
stituì una sorpresa per la Marina … in sostan-
za, era bensì penetrata negli ambienti navali la
sensazione che l’autorità e il prestigio del governo
andassero declinando e che l’edificio statale scric-
chiolasse paurosamente; mutamenti erano quindi
attesi, ma non era previsto un rovesciamento così
completo, così rapido, così incontrastato del regi-
Le Memorie dell’ammiraglio De Courten. me che, nel corso di un ventennio, sembrava aver
Biblioteca privata Pasqualini permeato di sé tutta la Nazione…
Lucide, equilibrate e umane considerazioni, che ci riportano idealmente a quei difficili momenti contestua-
lizzandoli storicamente .
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All’entrata in guerra, nel 1940, la Regia Marina era presente, oltre che nei porti nazionali, in Libia (Tripolita-
nia e Cirenaica), in Africa orientale (Eritrea, Etiopia, Somalia e oltre Giuba), nell’Egeo e nelle isole italiane
del Dodecaneso, in Albania, peraltro annessa solo un anno prima; nel lontano oriente era presente in Cina,
nella concessione italiana di Tientsin e in quella internazionale a Shanghai .
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Terminate le operazioni belliche con la Francia, numerosi sommergibili erano stati trasferiti a Bordeaux e lì
era stata costituita la base Betasom (Bordeaux Sommergibili).
Dopo la conquista dell’Africa da parte delle truppe angloamericane, alcune unità erano riuscite a sfuggire
alla cattura, raggiungendo il Giappone. Dopo le vittorie in Grecia e Jugoslavia, la Marina era stata presente
in quelle terre, con comandi e basi anche nelle isole Ionie, Cicladi, Sporadi e Creta.
Nel proseguimento del conflitto, 4 MAS furono mandati sul Lago Ladoga . 6 piccoli sommergibili CB (classe di
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sommergibili tascabili); 10 MAS, con una colonna di motoscafi siluranti, e parte della 10ª flottiglia MAS, giunsero
in Crimea, dove organizzarono basi operative, e a Costanza in Romania, dove installarono una base logistica .
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Quando Mussolini fu trasferito da Gaeta a Ponza, con la corvetta Persefone della Regia Marina, era a bordo
di quella unità navale militare una presenza molto particolare: l’ammiraglio di divisione Franco Maugeri, in
165 Le Memorie dell’ammiraglio De Courten (1943-1946), Ufficio Storico della Marina Militare, Roma, 1993, con introduzione di Ma-
riano Gabriele. Winston Churchill, La Seconda Guerra Mondiale, Mondadori, Milano, 1955, Parte V, volume I e II.
166 De Courten, cit., p.107 e ss.
167 V. per i dettagli della situazione tra il 25 luglio all’8 settembre v. Giuliano Manzari, La partecipazione della Marina alla guerra di
liberazione (8 settembre 1943-15 settembre 1945), Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, anno XXIX, 2015, in occasione del 70º
anniversario della fine della seconda guerra mondiale. V. anche Maria Gabriella Pasqualini, L’Esercito Italiano nel Dodecaneso 1912-
1943. Speranze e realtà, cit.
168 V. La Marina Italiana nella seconda guerra mondiale, volume VIII, Pier Filippo Lupinacci, Attività in Mar Nero e Lago Ladoga, Ufficio
Storico della Marina Militare, Roma, 1962.
169 V. Giuliano Manzari, cit., sopra. p.1.
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