Page 111 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO
Polonia mentre alcuni furono tenuti in loco come manovalanza per lavori pesanti. Altri riuscirono a fuggire
su piccole imbarcazioni.
L’isola di Santa Maura, un’altra delle isole Ioniche, fu teatro di combattimenti aspri. Anche in questa oc-
casione vi furono richieste di proseguire la guerra a fianco dei tedeschi o in alternativa disarmo. Ci furono
scontri anche violenti. I soldati catturati vennero, come da prassi, utilizzati per i lavori pesanti e una parte
dei militari fu inviata prigioniera in Germania insieme agli ufficiali.
Così si concluse la prima fase cruenta di questa resistenza nelle isole Ioniche ma nel 1944 le fortune cam-
biarono.
Ricordava Churchill:
…la guarnigione italiana di Corfù, forte di oltre 7.000 uomini, fu quasi tutta massacrata dagli ex alleati. Le truppe
italiane dell’isola di Cefalonia resistettero fino al 22 settembre. Molti dei superstiti furono fucilati e il resto deportato
in Germania. Alcune guarnigioni delle Isole e della Jugoslavia riuscirono a fuggire a piccoli gruppi in Egitto. In
Albania, sulla costa dalmata nell’interno della Jugoslavia, vari distaccamenti si unirono ai partigiani. Più spesso
vennero deportati ai lavori forzati e i loro ufficiali furono uccisi… 162
dimostrazione chiara che i militari italiani, con i loro sacrifici e con i loro valori, avevano saputo imporsi
anche a chi li aveva messi sotto studio e controllo.
162 Churchill, Parte V, vol. I, cit., p. 206.
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