Page 105 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO



           dragamine e due batterie costiere. Presenti anche tre reparti dell’Arma dei Carabinieri: la 2ª Compagnia del
           VII Battaglione Carabinieri mobilitato, la 27ª Sezione Carabinieri mista e un nucleo di Carabinieri addetto
           al Comando Divisione, in tutto 3 ufficiali e 415 tra sottufficiali e truppa . La sede del Comando era in
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           Argostoli, capitale dell’isola.
           Presenti anche due Battaglioni tedeschi di Fanteria da fortezza, con armi pesanti e una batteria semovente,
           sbarcati il 25 luglio 1943. In tutto 12.000 italiani e 2.000 tedeschi, questi ultimi in evidente minoranza ma
           molto attrezzati e più efficienti dal punto di vista armamento.
           All’atto dell’armistizio il Comandante dell’11ª armata, Vecchiarelli, aveva inviato un ordine nel quale si leggeva:
                       Seguito armistizio, truppe italiane 11ª armata seguiranno seguente linea di condotta: se i tedeschi non faranno atto
                       di violenza armata, italiani non, dico non, rivolgeranno le armi contro di loro, non, dico non, faranno causa comune
                       con i ribelli né con le truppe angloamericane. Reagiranno con la forza ad ogni violenza armata.
           Il 9 settembre di notte, la Marina ebbe l’ordine di far salpare per l’Italia i mezzi navali presenti. Il Comandante
           delle forze tedesche assicurò agli italiani una piena collaborazione per il mantenimento dell’ordine sull’isola. Il
           9 settembre sera arrivò un fonogramma con l’ordine di cedere ai tedeschi artiglierie e armi pesanti. Gandin,
           sospettando che il fonogramma fosse un falso, lo rinviò al Comando del Corpo d’Armata sostenendo che era
           impossibile da decifrare, anche per riflettere meglio sul comportamento da tenere. Non ebbe risposta.







































                                          Cefalonia: il luogo della fucilazione. AUSSME - Roma

           Quello stesso giorno, Gandin aveva ricevuto la visita del comandante delle truppe tedesche nell’isola, co-
           lonnello Barge, il quale aveva cercato di comprendere quale poteva essere l’atteggiamento della Divisione
           italiana nei confronti dei tedeschi, anche se aveva già chiari gli ordini ricevuti: in caso di non collabora-
           zione, attaccare.



           159   V. I Carabinieri nella Resistenza…, cit., p, 34-37 e Giovanni Salierno, La battaglia dell’Eptaneso, in ‘Notiziario Storico dell’Arma
           dei Carabinieri’, 2019, n. 5
           http://www.carabinieri.it/Internet/ImageStore/Magazines/NotiziarioStorico/Notiziario%202019-5/mobile/index.htm-
           l#p=30.

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