Page 104 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           Quel giorno il generale britannico Robert Tinley aveva deciso di arrendersi e anche gli italiani, con il Coman-
           dante dell’isola, dovettero cedere. L’isola cadde in mano tedesca il 17 novembre.
           Iniziò, così, la prigionia per i soldati inglesi ma non fu lo stesso per gli italiani che furono in gran parte uccisi, soprat-
           tutto gli ufficiali. I superstiti furono deportati in Germania così come Mascherpa, che fu poi consegnato in Italia alle
           autorità della RSI e, accusato di alto tradimento, fucilato il 24 maggio 1944 a Parma, lo stesso giorno di Campioni.
           Va sottolineato che nei commenti di Radio Londra in Italian news comments, n.711 il ‘colonnello Stevens’, una delle
           voci famose di quella Radio, il 16 novembre alle ore 18.40 ricordò che i comunicati militari britannici scrivevano
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           spesso della valida resistenza opposta alle truppe tedesche dalla guarnigione italiana di Lero . Con la perdita di
           quella isola, tutte le speranze angloamericane di poter manovrare liberamente nell’Egeo erano state distrutte.
           Nell’isola di Samo si trovava la Divisione Cuneo, comandata dal generale Mario Soldarelli (che aveva assunto
           il Comando delle Isole dell’Egeo), e a fine agosto fu integrata da una Legione della Milizia spostata da Rodi.
           La situazione di Samo era anche complicata dalla presenza di partigiani greci che, fin dalla primavera 1943, ave-
           vano agito ed erano sostenuti dai Comandi Alleati in Turchia. Infatti, subito dopo la notizia dell’armistizio, le
           attività dei partigiani, come era successo altrove, si intensificarono contro comandi italiani e truppe. Soldarelli
           fece un tentativo di ‘pacificazione’ con gli insorti greci per arrivare a una difesa comune contro i tedeschi. Il
           12 settembre era arrivata a Samo una missione alleata per concordare la cessazione di ogni ostilità tra italiani e
           partigiani e alleggerire la situazione, allo scopo di contrastare qualsiasi previsto attacco tedesco.
           Un punto di svolta importante fu la ripresa dei collegamenti con Brindisi.
           Soldarelli tentò di organizzare una resistenza ai tedeschi, con pochi aiuti da parte del Comando inglese del
           Medioriente che riuscì a inviare solo un Battaglione di Fanteria, due compagnie di paracadutisti greci e alcu-
           ne mitragliere e mine, il tutto non certo sufficiente per contrastare il nemico.
           Dopo la caduta di Lero gli attacchi tedeschi, soprattutto aerei, si stavano concentrando su Samo, che fu molto
           difficile da difendere. Il 17 novembre un violento bombardamento fu effettuato dalla Luftwaffe, creando una
           situazione locale difficilissima perché la popolazione greca era ormai troppo ostile agli italiani, considerandoli
           responsabili di tutte le loro distruzioni. Ad aumentare la difficoltà oggettiva della situazione era intervenuta
           anche una spaccatura tra i componenti della ex Milizia, perché una parte di questi aveva deciso di proseguire
           la guerra accanto ai tedeschi. Soldarelli aveva capito che non vi erano possibilità di resistere e, infatti, ricevette
           l’ordine di evacuazione. Il Generale, d’accordo con il comando britannico, ordinò ai suoi uomini di lasciare
           l’isola per trasferirsi in territorio turco ma quelle Autorità, non rispettando gli accordi che avevano già preso
           con gli Alleati, in un primo tempo, vollero permettere il transito solo agli inglesi e ai greci, diretti verso i
           Comandi Alleati del Medio Oriente, pretendendo di internare gli italiani. Nonostante tutte le difficoltà, nelle
           notti fra il 19 e il 22 novembre, 8.300 italiani e il contingente alleato riuscirono a toccare il suolo turco.
           Mentre si stava procedendo all’evacuazione delle truppe, il 23 novembre i tedeschi sbarcarono sull’isola;
           alcuni reparti furono disposti a collaborare con i tedeschi, mentre altri si rifiutarono e altri ancora cercarono
           di darsi alla macchia ma, una volta catturati, furono costretti a collaborare con i tedeschi, oltre 900 uomini.
           Circa 4.000 furono deportati via mare in Germania. Nell’Anatolia, ufficiali italiani cercarono di mantenere i
           collegamenti con i loro commilitoni rimasti alla macchia nell’isola. Gli alleati trasferirono Soldarelli verso la
           Palestina insieme ad altri militari della Cuneo.
           Anche la piccola isola di Santorini fu occupata il giorno dopo la caduta di Samo, il 28 novembre 1943 e
           furono catturati 600 italiani, avviati all’internamento.



                                        Cefalonia e Corfù

                                        A Cefalonia si trovava, al comando di Gandin, quasi tutta la Divisione di
                                        Fanteria da montagna Acqui, salvo un Reggimento di Fanteria, il 18º e un
                                        Gruppo di Artiglieri da campagna, insediati a Corfù. Vi erano anche dei re-
                                        parti della Regia Guardia di Finanza, con reparti del I Battaglione Finanzieri
                                        mobilitato. Vi era un Comando Marina con alcuni MAS, una flottiglia di
           Mostrina della Divisione Acqui.
           AUSSME - Roma                158   Maura Piccialuti Caprioli, Radio Londra, cit., vol. II, p. 463.

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