Page 232 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           Sicilia, fu poi molto utile, in seguito, anche a Brindisi e nel resto dell’Italia occupata dai nazisti, sempre per
           il monitoraggio degli aeroporti.
           Altra sezione la cui professionalità fu poi molto utile dopo l’8 settembre, era la Sezione Radio Collegamenti,
           diretta dal tenente colonnello Renato Salaris (che in precedenza aveva diretto la Cifra), organizzata con alcune
           Sottosezioni: la ‘Radio intercettazioni’ situata all’ultimo piano della Scuola di Guerra aerea presso il Ministero
           dell’Aeronautica; la ‘Collegamenti Radio’ con sede in Via Reno 24, in Roma che comunicava con tutti i Centri;
           la ‘Radio Ricerche’, mobile. Operava su apparecchi ricetrasmittenti molto moderni, quindi ben fornita. Aveva
           quattro ufficiali trasmettitori, dei quali uno dedicato ai collegamenti, cinque sottufficiali, due operatrici e cinque
           segretarie. Fu proprio il suo personale, rimasto nella capitale occupata, a dare un grande aiuto alla resistenza,
           con l’addestramento che aveva ricevuto nel periodo precedente e con infiltrazioni autorizzate nel sistema, du-
           rante il governo repubblicano, potendo anche utilizzare tecnologia molto avanzata per quei tempi.
           Contribuivano al reperimento delle informazioni gli addetti aeronautici collaborando direttamente con que-
           sta Sezione di controspionaggio, che contava anche alcuni esperti linguisti: erano quelli accreditati a Lisbona,
           a Istanbul, a Madrid e a Berna (Ufficio Addetti). A questa Sezione facevano riferimento anche i cosiddetti
           ‘osservatori’, ufficiali distaccati presso l’aviazione italiana in Russia e presso la Commissione d’armistizio
           con la Francia (CIAF) nell’Africa settentrionale.
           Pochissimi giorni prima dell’armistizio, il 1° settembre 1943 venne dato un nuovo ordinamento allo Stato
           Maggiore dell’Aeronautica. Il SIA dipendeva sempre dal Capo di Stato Maggiore e per lui direttamente dal
           Sottocapo di Stato Maggiore ma non vi erano mutamenti nell’organizzazione del Servizio, almeno rilevabili
           dall’organigramma del nuovo ordinamento. I compiti specifici, i consueti, erano indicati nella raccolta ed ela-
           borazione di notizie e documentazioni complete circa le aviazioni straniere (loro situazione, dislocazione e
           programmi di sviluppo, i loro bilanci, le caratteristiche dei velivoli utilizzati, l’ubicazione delle basi aeree e dei
           depositi del materiale bellico, pubblicazioni, regole tattiche). Erano citati anche la raccolta e lo studio delle no-
           tizie e documentazioni concernenti obiettivi di operazioni in corso; l’esame della stampa estera; la prevenzione
           e la repressione della violazione della segretezza e riservatezza di oggetti, documenti e notizie concernenti
           l’efficienza aeronautica italiana e la sua preparazione alla guerra; la prevenzione e la repressione di propaganda
           sovversiva nell’Aeronautica (informazioni che furono molto utili per reperire personale già orientato contro
           il governo fascista), di atti di sabotaggio contro stabilimenti, impianti e opere d’interesse aeronautico. Aveva
           rilievo il collegamento con il Comando Supremo e con gli altri Stati Maggiori, con le Rappresentanze diplo-
           matiche all’estero, con le altre Forze Armate per la parte concernente il servizio informativo e naturalmente il
           contatto e la collaborazione con il SIM, il RIE, il SIS e la Direzione Generale della Pubblica Sicurezza. Doveva
           anche occuparsi dello studio, della compilazione e riproduzione di cifrari e codici e tabelle di sopracifratura per
           l’Aeronautica, assicurando i collegamenti con le altre Forze armate per le telecomunicazioni militari.
           Con l’armistizio, molti velivoli, secondo le clausole armistiziali, ubbidirono all’ordine di Badoglio e degli
           Alleati, e si trasferirono nel territorio posto sotto la giurisdizione delle Nazioni Unite. Rimasero alla RSI
           pochi apparecchi inefficienti e quelli nuovi in attesa di collaudo. Con l’8 settembre ogni attività informativa,
           almeno quella ufficiale, dovette essere sospesa. Poterono rientrare in Italia gli informatori dal Portogallo e
           dal Marocco. Anche i membri del SIA dislocati in Spagna e in Turchia rientrarono rapidamente e rimasero
           sul posto solo due agenti informatori. Non si ebbero notizie di quelli in Siria e in Iraq, mentre rientrarono
           tutti dalla Tunisia, dall’Egeo, dalla Sicilia e dalla Sardegna.
           Durante la guerra il Capo della Sezione aeronautica al SIM Comando Supremo, che prese in gestione il con-
           trospionaggio nel 1942, fu il maggiore pilota Carlo Sandon, proveniente dai ranghi del SIA.
           Subito dopo l’armistizio, lo Stato Maggiore dell’Aeronautica fu sciolto e con esso gli Uffici dipendenti, così
           come il SIA e fu costituito un Ufficio Stralcio al quale furono addetti ufficiali di quel Servizio, presenti in
           sede a Roma. Al momento del trasferimento a Brindisi del Comando Supremo, elementi del SIA riuscirono
           a dare origine ad un primo nucleo informativo e soprattutto a costituire quel Centro Radio clandestino (che
           sarà poi conosciuto con la sigla B.L.Z. già più volte ricordato) che poté stabilire i collegamenti con Brindisi
           già dal 19 settembre (v. sopra).
           Nel mese di ottobre 1943, con la presenza del governo legittimo a Brindisi e la riorganizzazione delle Forze
           Armate e la successiva creazione dei Gruppi di combattimento, sotto il controllo degli angloamericani, tutti
           i servizi informativi militari furono ricostituiti.


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