Page 231 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO
anche nei riguardi degli Alleati. Dopo una serie di scambi di lettere, il Capo dei Servizi di sicurezza della
Allied Armies in Italy (AAI), e il Capo dell’IS britannico (offensivo) procedettero, segnalando i fatti alle com-
petenti autorità Alleate e ritennero opportuno proporre che il Capo di Stato Maggiore Generale facesse
rilevare al Ministero della Marina la grave ‘indelicatezza’ che era stata compiuta dal SIS Marina nei riguardi
dell’omologo inglese e la non osservanza, da parte dello stesso, delle direttive a suo tempo emanate proprio
dallo Stato Maggiore Generale nei riguardi dell’invio di missioni informative in territorio occupato. Lo Za-
nardi aveva realizzato un’impresa coraggiosa con la sua missione.
Quest’esempio dimostrava nei fatti quanto il SIM e il SIS fossero sotto un diretto pesante controllo degli alleati
in particolare dei britannici, che espressero la loro netta contrarietà ad ogni presa di contatto con le autorità
della RSI, soprattutto con il Comandante Borghese, in vista delle ripercussioni che questo comportamento
avrebbe avuto nell’ambito dei patrioti. L’opinione era che il SIS fosse incorso in un eccesso d’iniziativa e la si-
tuazione peggiorò perché si venne a sapere che vi erano altri ufficiali membri del Servizio, presenti oltre le linee
nemiche per acquisizione informativa in missioni non autorizzate. Se la Marina Italiana desiderava fare azioni
di sabotaggio, come poteva essere giusto, doveva accordarsi con la Marina britannica a Taranto.
Questo era un modo di resistere attivamente da parte dei militari, anche se non erano sulla linea di fuoco,
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ma sempre con molti rischi personali .
Il rapporto con gli Alleati e la Resistenza nell’intelligence militare della Regia Aeronautica
La situazione per tutti i servizi informativi delle Forze Armate cambiò con l’entrata dell’Italia nel conflitto.
Questa era l’organizzazione del Servizio, per meglio comprendere quale fu la sua attività clandestina resi-
stente dopo l’8 settembre. Se prima della guerra il Servizio Informativo dell’Aeronautica (SIA) aveva fatto
parte della struttura del Ministero, dipendendo dal Gabinetto del Ministro, nel 1940 divenne in analogia,
con l’ordinamento del SIM e del SIS, un organo dello Stato Maggiore. Il Capo Servizio aveva i tradizionali
compiti propri dell’incarico: oltre a dare le direttive di massima ai Capi Sezione e decidere l’indirizzo ge-
nerale dell’attività, su ordini delle superiori autorità, teneva il collegamento personale con il Capo del SIM
(al quale era teoricamente sottoposto, per la funzione di coordinamento che il SIM aveva), e con il Capo di
Stato Maggiore dell’Esercito e dell’Aeronautica. Aveva relazioni dirette con i Capi del SIS e del SIE, quando
questo (SIA)fu costituito, dopo il passaggio del SIM al Comando Supremo. La più attiva, dal punto di vista
operativo, fu la Sezione controspionaggio e azioni offensive, a lungo tenuta dal tenente colonnello pilota
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Vespasiano Paoletti che alcuni ritenevano essere il vero Capo del SIA, ricordando che il generale Scagliotti,
pur essendo Capo del Servizio, chiedeva sempre il parere di questo ufficiale per valutare un fatto bellico o
per decidere missioni particolari.
Era stato costituito un Nucleo CSA, Controspionaggio Aeronautica a Palermo con quattro Sottonuclei
alle sue dipendenze, dei quali facevano sempre parte dei Carabinieri. In totale il personale inviato in Sicilia,
prima dell’8 settembre, comprendeva un tenente, quindici sottufficiali e cinque Carabinieri. Il personale di-
pendeva disciplinarmente dal Comandante del Nucleo colle facoltà del Regolamento Generale dell’Arma in relazione
al grado rivestito dall’Ufficiale Comandante . Il Nucleo CSA dipendeva disciplinarmente dal Centro di Polizia
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Militare (PM) e assolveva gli incarichi che il SIA avrebbe assegnato e comunicato tramite il Centro PM. Era
specificato che doveva agire in collaborazione anche con il Comando dei CCRR dell’Aeronautica in Sicilia unica-
mente per quanto riguardava il servizio di CS negli aeroporti dell’Isola. Questa collaborazione fruttuosa, non solo in
98 V. Relazione Zanardi in AUSSME, Fondo SIM, 1ª Divisione, b. 141: una lunga relazione molto dettagliata che rende bene l’idea
del tipo di lavoro svolto nelle loro rischiose missioni di ricognizione e informazione. Ve ne è copia in lingua italiana, in NARA,
RG 226, entry 108B/57, f.474. Per una narrazione più ampia, di quanto sia stato possibile scriverne in questo studio, riguardo alla
ricostituzione del SIS Marina, vedi Manzari, cit., p.148-153.
99 Vespasiano Paoletti non aderì alla RSI e l’8 settembre si diede alla macchia. Nel 1947 prestò giuramento alla Repubblica Ita-
liana.
100 NARA, RG 226, entry 126, box n.2: fotografie di documenti in gran parte bruciati o originali in pessime condizioni di con-
servazione; AUSSME, Fondo SIM, 1ª Divisione, b.145.
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