Page 226 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           Il successo coronava molte volte gli sforzi del Battaglione se, nel gennaio 1945, già agli inizi della ripresa at-
           tività, erano stati scoperti e arrestati numerosi agenti della XMAS di Junio Valerio Borghese, sbarcati notte-
           tempo sulla costa adriatica tra Ancona e Ravenna ma localizzati immediatamente da militari del Battaglione,
           con continua osservazione delle coste e, probabilmente, avendo ricevuto qualche informazione a riguardo
           da infiltrati in quel reparto.
           La sicurezza civile era un compito abbastanza complesso per Polizia e Carabinieri a causa della situazione
           politica e degli avvenimenti ancora in corso. Il mantenimento del segreto militare, altro compito affidato al
           Battaglione, era reso difficile, sostenevano nei rapporti, per i frequenti contatti tra le truppe e la popolazione.
           Uno dei problemi che l’808 CS si trovò sovente a sottolineare, ad esempio nei primi mesi del 1944 fino alla
           fine del conflitto, fu che i richiamati si presentavano in gran numero per la ricostituzione delle Forze Armate
           del Regno ma vi erano una serie di problemi sociali e logistici che gli Alleati non riuscivano a comprendere
           anche se venivano continuamente portati all’attenzione del Comando inglese.
           Con la loro conoscenza, anche militarmente capillare, del territorio, i Carabinieri ponevano l’accento altresì sul
           fatto che vi era in molti militari una naturale paura di lasciare la famiglia senza protezione, una volta allontanatisi
           dal territorio e con un mensile che non assicurava di poter far fronte al costo della vita, in quel periodo aumen-
           tato a dismisura, proprio a causa della presenza delle truppe alleate e della circolazione della moneta provvisoria
           denominata AM-Lire o di dollari americani, oggetto spesso di scambi non legali con altra mercanzia. Anche
           questa situazione costituiva un pericolo per il mantenimento di maggiori o minori importanti segreti militari.
           I membri del Battaglione avevano altresì ben compreso che gli Alleati non avevano, di fatto, accettato la
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           cobelligeranza, termine indubbiamente ambiguo,  degli italiani e questo si traduceva a volte in un rapporto
           difficile tra militari italiani e i loro colleghi stranieri; tra i militari stranieri e la popolazione, al di là di alcune
           manifestazioni formali o di affari non sempre leciti, condotti in comune.
           Il Battaglione era direttamente responsabile verso il Quartier Generale americano o verso il Comando dell’8ª
           britannica, dal punto di vista operativo dipendente da quell’ente: quindi il suo primo obbligo era quello di
           assistere gli organi informativi di sicurezza e di controspionaggio alleati, con le funzioni previste.
           Oltre ai suoi normali compiti di controspionaggio, l’808 C.S. ebbe una parte importante, se non molte volte
           unica e risolutiva, in quasi tutte le operazioni della ‘S’ Force angloamericana, riuscendo a guadagnarsi sul cam-
           po la stima degli ex-nemici, che evitarono così l’errore di azzerare completamente un settore tanto delicato
           di operatori che conoscevano bene il territorio e l’organizzazione nemica.
           Quando i vincitori del conflitto consentirono ufficialmente alle Forze Armate italiane di riorganizzare un
           servizio di informazioni militari, ma non ancora interforze, nel 1945, appunto, intesero ancora avvalersi
           direttamente del 808 C.S. per l’apporto esclusivo che il Battaglione poteva dare per alcune operazioni risolu-
           tive ancora da svolgere, prima di chiudere definitivamente il conflitto. A questa valutazione positiva da parte
           degli angloamericani, contribuirono notevolmente i Carabinieri, che costituivano il nucleo più numeroso del
           Battaglione, con una intensa e valida opera nel campo informativo e controspionaggio: del resto proprio
           quest’ultima attività era stata la loro particolare specificità durante tutta la vita del SIM.
           L’Arma si era fatta apprezzare dagli Alleati con la sua opera di prevenzione e repressione di reati commessi ai
           danni della stessa amministrazione angloamericana, anche con recupero di materiale di loro pertinenza; nella disci-
           plina del traffico stradale, nell’assistenza alle corti giudiziarie, nell’assistenza alla polizia militare, nel rastrellamento
           delle armi, nella vigilanza ai depositi di carburante, oltre che nella normale attività istituzionale. È stato special-
           mente durante quel periodo che gli angloamericani si resero ben conto sul terreno della doppia valenza dell’Arma
           dei Carabinieri, Arma combattente (presenza in combattimento, resistenza attiva contro i tedeschi e ‘resistenza’
           informativa) e Polizia con status militare, tipologia non presente nella struttura militare americana e inglese, con
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           possibilità di intervenire in un conflitto armato e con capacità di mantenimento dell’ordine pubblico .
           fornire informazioni di carattere strettamente politico abbinate a quelle militari. Probabilmente vi era stato un nesso di interdi-
           pendenza fra gli aviolanci clandestini effettuati dai nazisti in Sicilia, nella zona di Napoli e nelle Puglie, e le sommosse che si erano
           verificate in quella regione nel 1945.
           91   Cobelligerent: v. sopra cap. I, pag. 35, nota n. 58.
           92   In Sicilia, dopo l’occupazione, le Autorità militari alleate continuarono a servirsi dell’Arma per garantire sicurezza e ordine
           pubblico.

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