Page 222 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
stero della Guerra, naturalmente avendo preventivamente ottenuto l’assenso degli omologhi britannici inglesi,
che avevano mantenuto un controllo più discreto che in precedenza, ma ancora molto concreto, sulla struttura.
Nel corso del 1944 e del 1945 altri mutamenti ordinativi furono attuati ma sempre nel solco della divisione fra
attività offensiva e difensiva.
All’entrata degli angloamericani in Italia, in Roma molti, di coloro che non erano riusciti a passare le linee e ave-
vano operato in clandestinità nel settore informativo, si presentarono ai Comandi interessati per essere reintegrati
nel Servizio che, l’8 giugno 1944, aveva subito ricostituito il Centro controspionaggio di Roma (erede di quello
di cui era stato a capo dal 1933 al 1943 Talamo), strutturato, come nel passato, in un Ufficio Comando e quattro
gruppi indicati come ‘De Carolis’, ‘Frignani’, ‘Aversa’, ‘Talamo’; un nucleo informativo ‘Fontana’, trasformato
poi in Gruppo speciale controspionaggio ‘Fontana’ e ci fu anche il nucleo ‘Rodriguez’, peraltro soppresso il 1
novembre 1944, che era distaccato presso il CIC: gruppi e nuclei così indicati per ricordare quei membri del SIM,
Carabinieri Reali, tra i 67 militari fucilati nel marzo precedente alle Fosse Ardeatine. Sempre nell’ottobre 1944
furono preparati i mezzi per allestire i centri di controspionaggio di Milano, Genova, Torino e Bologna.
L’Ufficio ’I’, nell’agosto 1944 recuperò ufficialmente la sua precedente denominazione di SIM; era anche
tornato ad operare nella sua vecchia sede di Palazzo Baracchini in Via XX Settembre a Roma, organizzato
con le precedenti le Sezioni: ‘Zuretti’; ‘Calderini’; ‘Bonsignore’; ‘Polizia militare’; ‘Organizzazione’ (con una
tipografia segreta); ‘Tecnica’ (con la 135ª compagnia marconisti); ‘Monografie’; ‘Personale e affari vari’;
‘Amministrativa’; ‘Aeronautica’; ‘collegamento SIS.’; ‘collegamento OSS.’; ‘collegamento CAS - City Admini-
strative Sections. Ognuna delle Sezioni aveva dei suoi organi dipendenti, con i quali poteva assolvere in forma
coordinata i propri compiti, secondo la tradizionale divisione in attività offensiva e difensiva.
Il 30 settembre 1944 il Comando Supremo, come organo di vertice con quel nome, fu soppresso, nel quadro
delle imposizioni delle condizioni armistiziali e sostituito da uno Stato Maggiore Generale.
Ancora una volta, però, per volere degli angloamericani, anche il servizio informativo italiano dovette cam-
biare nome e qualche aspetto della sua struttura. Il 26 dicembre 1944 la Missione Militare Alleata in Italia
indirizzò al Ministero della Guerra una lettera con la quale si stabiliva che per il futuro i reparti del SIM ita-
liano sarebbero stati denominati, per i rapporti con gli Alleati, cioè nel loro quadro di battaglia, Italian Army
Intelligence (IAI) e Security Police Units (SP). Poi fu anche stabilito che nei servizi informativi poteva essere im-
pegnato solo personale italiano che prestava servizio in questi due reparti. Pertanto dal 26 dicembre la sigla
SIM avrebbe dovuto essere abolita (come fu praticamente dal 1° gennaio successivo) e l’IAI divenne una
realtà, di cui una delle sezioni, la ‘Bonsignore’, diveniva per la parte controspionaggio, un ente informativo
italiano operante sotto la direzione alleata e ancora incardinato nell’organico di guerra inglese con il nome di
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808 Bn (CS) , che riuscì ad eliminare l’avversione degli ex-nemici nei confronti di queste strutture militari:
avevano dimostrato di saper agire anche in territorio occupato dai nazisti. Il lavoro di controspionaggio era
stato svolto, sempre su richiesta delle autorità militari alleate anche in zone di operazioni.
Il Battaglione sarebbe rientrato nel servizio italiano anche per l’impiego, oltre che per la parte amministra-
tiva, solamente a metà del 1946.
Una delle prime necessarie attività dell’Ufficio Informazioni di Brindisi era stata quella di riprendere i con-
tatti con Roma e la resistenza clandestina. Questo fu possibile anche perché il Comando Supremo, con
grande abilità, prima di lasciare la città, aveva fatto occultare una delle due radio clandestine con le quali,
in fase armistiziale, aveva tenuto i contatti con i Comandi angloamericani. Anche il Servizio Informazioni
Aeronautica (SIA) , come il SIS Marina , erano riusciti a riorganizzarsi e a dare origine a un nucleo infor-
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mativo e soprattutto a costituire un centro radio clandestino di resistenza, conosciuto in seguito, con la sigla
B.L.Z., del quale già si è scritto. I primi collegamenti tra Roma e Brindisi avvennero il 19 settembre 1943
e continuarono fino al gennaio 1944, fatte proprio dalla residenza reale di Villa Savoia dove una di queste
radio era stata trasferita. La seconda radio invece trasmetteva dalla casa privata, vicino al Vaticano, di un
maresciallo dell’Esercito che corse non pochi rischi in questo tipo di attività clandestina e dovette infatti
82 V. infra per ulteriori dettagli.
83 Idem.
84 Idem.
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