Page 227 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO



           Nel 1946 i rapporti, pur mantenendo lo stesso schema redazionale degli anni precedenti, ovviamente ini-
           ziarono a cambiare nei contenuti: l’analisi della situazione italiana, su richiesta alleata, si fece più profonda
           e attenta con una lineare correttezza delle valutazioni sulle tendenze della popolazione e dei partiti che an-
           davano emergendo nel panorama politico italiano, avviato verso la ricostruzione sociale e morale, oltre che
           economica, dell’Italia.
           La questione politica era, logicamente, divenuta primario interesse degli Alleati per la gestione della ricostru-
           zione delle Istituzioni post fasciste e di una Italia seriamente inserita nel mondo democratico occidentale.
           Il Battaglione rimase sotto il comando operativo degli inglesi fino al 15 agosto 1946 quanto rientrò nella piena re-
           sponsabilità italiana. L’effettivo cambio di denominazione avvenne solo il 1° dicembre dello stesso anno, quando
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           fu incorporato, personale compreso, nella Seconda Sezione dell’Ufficio ‘I’ dello Stato Maggiore dell’Esercito .
           Scriveva il 15 agosto il maggiore Renzo Bonivento al colonnello Smith del G-2 del Quartier Generale delle
           Forze Alleate
                       …l’808 C.S. si distacca in data odierna dalla dipendenza operativa del Comando Alleato dopo 33 mesi di intenso
                       lavoro dedicato - nel periodo della guerra - alla neutralizzazione dell’attività informativa e sabotatrice tedesco-fascista,
                       e - nel susseguente periodo di occupazione - alla sicurezza delle truppe Alleate nel territorio italiano…
           Una efficace sintesi dell’incarico svolto. Le parole del maggiore Bonivento non richiedono altro commento.
           Il 30 novembre 1946 il Battaglione fu sciolto e l’Ufficio Ordinamento e Mobilitazione dello Stato Maggiore
           dell’Esercito assunse in proprio il servizio che era stato fino allora disimpegnato dall’808, integrandone il
           personale nell’Ufficio Informazioni (Ufficio I).
           Agli inizi del 1947 l’AFHQ, tramite l’ufficiale di collegamento con l’IAI, aveva recuperato, eventualmente per
           avvalersene, liste di agenti pro Russia, pro Germania e altri possibili agenti (spie), che erano state redatte dal
           SIM, dalla sezione Bonsignore, nel 1941, dichiarando che queste liste potevano essere solo di interesse per così
           dire ‘accademico’: certamente le analizzarono comunque con grande attenzione, trattandosi di nomi interes-
           santi che erano stati monitorati dai vari centri controspionaggio del SIM sul territorio nazionale. In realtà, però,
           agli Alleati interessava particolarmente sapere i nomi dei propri agenti sotto copertura che erano stati invece
           sospettati o accertati dal SIM, quali ‘spie’, nel primo anno del conflitto e in alcuni casi anche detenuti .
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           Il rapporto con gli Alleati e la Resistenza nell’intelligence militare della Regia Marina

           Nel novembre 1943, il Reparto informativo dello Stato Maggiore della Regia Marina era stato ricostituito a
           Taranto con una attività ridotta rispetto al passato per le dure limitazioni imposte dagli Alleati, praticamente la
           completa mancanza di autonomia nell’attività del ramo offensivo, che comportò non pochi ostacoli al Servizio.
           All’atto dell’armistizio, invece, Maugeri, Capo del Servizio Informazioni Segrete - SIS, era rimasto a Roma
           con molti dei suoi collaboratori. Come fu fatto anche per il SIM e per il SIA, purtroppo molti incartamenti
           del Servizio dovettero essere distrutti. Forte della sua esperienza Maugeri riuscì organizzare una rete clan-
           destina, il Servizio Informazioni Clandestino (SIC), attivo in Roma durante tutto il periodo di occupazione
           tedesca della capitale. Aveva radunato intorno a sé molti degli ufficiali che erano stati membri del SIS pri-
           ma dell’armistizio ma anche molti altri elementi, ufficiali e sottufficiali dell’Esercito e molti civili, elementi
           femminili compresi, soprattutto mogli di ufficiali e rappresentanti della nobiltà romana , che, molto spesso,
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           riuscirono a nascondere nelle loro case coloro che operavano clandestinamente.

           93   V. anche per dettagli sull’organizzazione del Battaglione 808 CS, Maria Gabriella Pasqualini, cit., p.240 e ss. e Id., Carte Segrete
           dell’intelligence italiana. Il SIM negli archivi stranieri, V. III, Ufficio Storico, Stato Maggiore Difesa, Roma, 2014, p. 132 e ss. Da notare
           che con la progressiva liberazione del territorio italiano, non solo la direzione del Battaglione si trasferì a Roma, ma furono via
           via organizzati dei centri di controspionaggio; fu anche istituito un Centro Speciale a Marsiglia con due ufficiali e 12 sottufficiali,
           al quale era addetto il maggiore CC Raoul Brunero, che sarà poi uno dei Comandanti il Gruppo Territoriale Carabinieri dal 1950
           al 1952 in Somalia durante il periodo dell’Amministrazione Fiduciaria Italiana dell’ex colonia 1950-1960.
           94   NAUK, WO 204/12385.
           95   Per l’elenco completo dei militari che fecero parte del SIC e dei civili (16 uomini e 12 donne), v. Manzari cit., La partecipazione
           della Marina alla guerra di liberazione, cit., pagina 146-147.

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