Page 217 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
P. 217
CAPITOLO SECONDO
L’apporto dell’intelligence militare nella Resistenza, necessaria per conseguire l’obiettivo prefissato. Il
Regio Esercito e il Battaglione 808 CS
Nei secoli la ‘conoscenza’ ha dato il potere e il potere si è sempre retto sulla ‘conoscenza’, cioè sull’infor-
mazione corretta, sicura e sull’analisi predittiva...anche se nel passato ovviamente non venivano usati questi
moderni termini, ma il concetto alla base è lo stesso. Il segreto accompagna la politica, specialmente nella
guerra, come indicava Luigi XIV, con una lucidità applicabile ai nostri giorni, per non ricordare Walsingham
70
per la regina Elisabetta I, o il Bonaparte, con le sue numerose strutture informative, militari e personali.
Nel secondo conflitto mondiale l’operato dell’intelligence e dei suoi uomini, spesso non ricordato come
momento di resistenza attiva, è stato di grande aiuto per la vittoria finale, aiutando anche i resistenti a agire.
La Resistenza dei militari italiani, manifestatasi già dopo poche ore dall’annuncio ufficiale dell’armistizio, come
ormai acclarato in numerosissimi studi storici, si concretò molto spesso anche nel settore dell’intelligence
istituzionale, oltre che sul terreno di scontro a fuoco o in pericolosi sabotaggi, spesso in stretto contatto con
il SOE e l’OSS, anche se molte volte con alcune difficoltà gestionali e caratteriali; molto spesso, poi, la collabo-
razione non sempre concreta fra quei due organismi, si rifletteva negativamente sull’operatività italiana.
Subito dopo l’8 settembre i
componenti del SIM rima-
sero per la maggior parte
fedeli al Re e andarono in
clandestinità, o resistettero
sul territorio, come ad esem-
pio Manfredi Talamo e altri
ufficiali, sopra ricordati, du-
rante l’occupazione tedesca,
o passando le linee, giungen-
do alla spicciolata a Brindisi
dove si stava ricostituendo
71
una struttura informativa .
Infatti, dopo lo sbarco in Ita-
lia, gli Alleati considerarono
che sarebbe stato molto utile
ricostituire un organo italia-
no di ‘spionaggio’ e soprat-
tutto di controspionaggio,
ovviamente, sotto loro di-
retto controllo, considerato
che molti ufficiali operatori La prima composizione del SIM a Brindisi. NAUK - Londra
di quel settore erano riusciti,
dopo la dichiarazione di guerra alla Germania, a raggiungere Brindisi per lavorare con il governo legittimo
dando via libera al progetto del Comando Supremo italiano.
Il SIM si ricostituì, seppur in embrione, già alla metà di settembre, a Brindisi come Ufficio Informazioni e
Collegamento del Reparto Operazioni del Comando Supremo, con diretta dipendenza dal Capo Reparto,
disponendo di una decisa volontà per ricostruire un servizio che era diventato progressivamente efficiente
e professionale, fin dalla sua costituzione nel 1925.
Fu strutturato, agli inizi della nuova fase dello sforzo bellico, con un Capo Servizio e tre addetti. Il 1° ottobre
70 Cfr. lo studio di Lucien BELY, Secret et espionnage militaire au temps de Louis XIV, in Revue historique des armées, 2011, n. 263,
«Dossier Secret et espionnage militaire au temps de Louis XIV», p. 28.
71 Al momento dell’armistizio, gli organi informativi militari italiani erano quattro, con una serie di attribuzioni esclusive per il
SIM; gli altri organi di Forza Armata erano: il RIE (Esercito) il SIS (Marina) e il SIA (Aeronautica). Sui vari fronti poi esistevano
i servizi di informazione delle Unità mobilitate.
213

