Page 216 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
strumenti offensivi di lotta come sabotaggi, guerriglia, commandos e agenti dietro le linee nemiche per aiutare
l’avanzata degli eserciti. La SO ebbe dei punti naturali di contatto e cooperazione con il SOE nel pianificare
operazioni combinate quando nel 1942 il Consiglio dei Capi di Stato Maggiore angloamericani decise che Stati
Uniti e Gran Bretagna avrebbero collaborato per quanto riguardava la complessa partita del provocare insur-
rezioni in territorio nemico, anche e soprattutto in Italia e Francia, per quanto riguardava l’Europa.
Nel 1942 l’organizzazione istituì la Secret Intelligence Branch (SI), per organizzare delle sedi, addestrare agenti
speciali e coordinarne le operazioni nonché inviare relazioni a Washington. Nel novembre 1942 Allen W.
Dulles, diplomatico di carriera, si installò a Berna, come aveva fatto il SOE, e stabilì numerosi contatti con
gli emigrati tedeschi e italiani.
L’OSS, che ebbe come prima sede Algeri, dopo lo sbarco in Sicilia, inviò sul territorio italiano la Secret intel-
ligence - SI - Italian Section, sciolta alla fine di luglio 1945, della quale fu il deus ex machina Biagio Max Corvo,
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con nome di copertura ‘Marat’, professione ufficiale: giornalista. Oltre alla sede di Algeri, vi erano distac-
camenti a Caserta e uno, Centrale, a Brindisi, direttamente dipendente da Washington. Il capitano Corvo
sbarcò a Salerno il 9 settembre 1943.
Vi erano delle differenze tra l’atteggiamento americano verso le operazioni speciali e il loro modo di attuarle
che differiva dal modo operativo britannico.
L’OSS nelle missioni fece un uso maggiore di agenti italiani e di personale italo-americano; tendeva a mandare
le proprie missioni di collegamento a una particolare formazione partigiana piuttosto che a un comando, non
identificato politicamente, di molte altre. Inoltre sceglievano con particolare cura il personale da inviare nelle
varie missioni, soprattutto facendo in modo che fosse orientato positivamente verso la parte politica alla qua-
le si appoggiava il gruppo di resistenza e presso il quale doveva operare, con la conseguenza che molto spesso
alcune missioni furono più supportate, con il personale, di altre. La filosofia operativa dell’OSS fu quella di
concentrare l’attività per assicurare risultati militari immediati piuttosto che guardare ai risultati a lungo termi-
ne. Non favoriva, inoltre, la possibilità di missioni congiunte angloamericane e preferiva a volte lasciare un’area
geografica di resi-
stenza nella quale
una missione bri-
tannica stava lavo-
rando, piuttosto
che arrivare a un
accordo di divi-
sione delle singole
responsabilità.
Quando nell’e-
state del 1944
aumentò il nume-
ro delle missio-
ni italiane e italo
americane di col-
legamento nel ter-
ritorio occupato,
le due istituzioni
si avvidero che
comunque vi era
spazio sufficiente
per operare senza
Organigramma del servizio informazioni degli Stati Uniti, secondo uno schema italiano. NARA - Washington sovrapporsi.
69 Cfr. Max Corvo, The OSS in Italy.1942-1945.A personal Memoir of the Fight for Freedom, (Washington 1990 e 2005) tradotto in
italiano con il titolo La campagna d’Italia dei servizi segreti americani. 1942-1945, Gorizia, Libreria Editrice Goriziana, 2006. Nel 1945
con il grado di maggiore, Corvo divenne Chief Operations Officer della Italian Division SI, Italian Division, MEDTO.
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