Page 221 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO
terrogation Centre). Questo Servizio, nel quale vi erano anche ufficiali italiani, era molto importante e delicato,
per le notizie che venivano date, anche da alcuni elementi che erano stati precedentemente operatori durante
il periodo del SIM fascista e che, catturati, rivelavano di aver collaborato con il Servizio Informazioni Difesa
(SID), della RSI, dando spesso notizie di grande interesse, altrimenti non rilevabili.
Dopo vari problemi avuti dapprima sia con il Comando della Special Force che con il G-2 americano, per
far comprendere l’importanza di organizzare delle missioni sul territorio italiano, ne furono organizzate in
seguito moltissime: alcune fallirono, ma la maggior parte furono indispensabili per la completa liberazione
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del territorio italiano .
Nei primi mesi del 1944 fu costituito un gruppo che rimase segreto fino a quando non avesse avuto la possi-
bilità di operare con successo: il gruppo A.A. (informazione e assistenza degli italiani all’estero, con particolare
riguardo al mondo arabo e alle colonie). Lo dirigeva all’epoca il maggiore Amedeo Guillet, che, in un primo
tempo, aveva operato in stretta connes-
sione con il Ministero degli Affari Esteri
e con quello delle Colonie. Quando fu fir-
mato l’armistizio, si trovava presso il go-
verno dell’Asmara, per il Ministero delle
Colonie e rientrò fortunosamente in Italia
attraverso la penisola araba. Nella seconda
quindicina di ottobre si presentò all’Uffi-
cio ‘I’ del Centro di Napoli, disponibile a
operare per la liberazione dell’Italia. Il 10
gennaio 1944 Guillet fu integrato nella Se-
zione ‘Zuretti’. Ufficiale dell’Arma di Ca-
valleria aveva comandato un gruppo ban-
de a cavallo dell’Amhara e, dopo la resa
dell’Esercito italiano, aveva continuato la
sua resistenza locale contro gli inglesi, ben
conoscendo il territorio e la lingua araba
nei suoi vari di dialetti. La sua integrazione
nel Servizio fu apprezzata anche dagli Al-
leati che, pragmaticamente, molto spesso
riconoscevano le professionalità del ‘ne-
mico’ e, sempre pragmaticamente, ne fa-
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cevano buon uso per i loro interessi .
Durante l’occupazione tedesca di Roma,
molti elementi dell’Ufficio ‘I ‘collabora-
rono occultamente nella Resistenza atti-
va con il Fronte Militare Clandestino di
Montezemolo e poi di Armellini e con i
centri informativi dei Fronti Clandestini
di Forza Armata.
L’8 marzo 1944 il SIM-Ufficio Informa-
zioni fu messo alle dipendenze del Mini- La copertina del ‘Cifrario Talamo’ in uso al SIM nel 1944. NARA - Washington
80 Per una migliore comprensione del complesso e pericoloso lavoro svolto dall’Ufficio ‘I’ in quel difficile momento storico per
l’Italia, in parte liberata e in parte occupata, è interessante comprendere, in sintesi, come erano strutturati in Italia gli organi infor-
mativi alleati di carattere strettamente operativo: gli americani avevano il G-2 dell’Allied Forces Head Quarters nel Mediterraneo, con
sede ad Algeri, con un distaccamento a Brindisi (G-2 advanced), il GSI (General Staff Intelligence) del 15° Gruppo Armate e della 8ª
Armata, il G-2 della 5ª Armata, il CIC (Counter Intelligence Corps); da parte inglese il FSS (Field Security Service).
81 V. Vittorio Dan Segre, La guerra privata del tenente Guillet. La resistenza italiana in Eritrea durante la seconda guerra mondiale, Milano,
Corbaccio, 1993. Guillet era conosciuto anche con il soprannome di Comandante Shaitun, Comandante Diavolo…
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