Page 218 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
1943 il colonnello Pompeo Agrifoglio assunse ufficialmente la direzione del ricostituito Servizio informati-
vo a Brindisi, sotto una stretta supervisione degli omologhi britannici che ne avevano fortemente voluto la
riorganizzazione: del resto l’armistizio era stato firmato pochi giorni prima e ancora la fiducia degli Alleati
negli italiani doveva essere acquisita e consolidata.
Agrifoglio, catturato all’atto della resa della 1ª Armata in Tunisia, fatto rientrare dalla prigionia in America il
25 settembre, era già pratico del particolare settore, essendo stato addetto al Servizio Informativo dell’Eser-
cito (SIE) , dal 1941. Era stato catturato l’8 maggio del 1943 a Tunisi, mentre era anche a Capo dell’intelli-
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gence italiana in quella sede, quando fu stimato efficiente e ‘pericoloso’ dai ‘nemici’ inglesi.
Rilasciato dal campo di prigionia americano, scelto dagli alleati per divenire Capo del ricostituito organo di
informazione militare italiano, SIM, sotto la tutela angloamericana, per via aerea fu trasferito ad Algeri e
poi a Brindisi, al Comando Supremo. Stimato anche dai francesi, caso raro, avrebbe tenuto l’incarico fino al
dicembre del 1945, a guerra ultimata. Fu tra i molti ufficiali e membri delle Forze Armate italiane, conosciuti
e stimati, sebbene in tempi assolutamente molto diversi, dai ‘nemici’ angloamericani che, una volta mutato il
quadro della situazione, li scelsero per guidare quegli organismi che dovevano collaborare con loro, proprio
per la competenza e la dignità che avevano mostrato in altra ben diversa e difficile occasione da ‘nemici’.
Riguardo all’aspetto informativo, nel tempo le strutture angloamericane si resero conto della professionalità
dei militari italiani, soprattutto nel settore del controspionaggio e mutarono la loro opinione, servendosi
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spesso delle notizie che arrivavano da quella fonte .
Nell’ottobre 1943 il SIM dovette cambiare nome, per una forte pressione alleata con una serie di motivazioni
(fra le quali fu importante quella che riguardò l’opportunità o meno di mantenere un nome che suonava ancora
come simbolo del passato regime e che era collegato all’assassinio dei Fratelli Rosselli in Francia), diventando
Ufficio Informazioni dello Stato Maggiore Generale (Ufficio ‘I’), con le tradizionali Sezioni ‘Calderini’- offensi-
va (per gli Alleati 810 Service Sqn); ‘Bonsignore’ - difensiva, (808 CS Bn, v, sotto); ‘Zuretti’- situazione (3 Section),
rd
e ‘Organizzazione’ (Intelligence Censorship Unit), ma per gli italiani le stesse denominazioni del ‘vecchio’ SIM.
Le Sezioni, incardinate dal 29 ottobre 1943, nel Primo Reparto dell’Ufficio Informazioni e di Collegamento
del Comando Supremo collaboravano attivamente con gli Alleati e con le loro strutture informative, dando
molte volte supporto anche sui campi di battaglia .
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La Sezione ‘Zuretti’ aveva, tra l’altro, due nuclei ‘I’ di collegamento: uno presso l’8ª Armata britannica,
con gli Italian Intelligence Liaison Officers, con a capo il tenente colonnello di cavalleria Riccardo Esclapon di
Villanova e molti collaboratori; il secondo, presso la 5ª Armata americana, guidato dal tenente colonnello
degli Alpini Antonio Scaramuzza. A capo di questa Sezione fu messo un ufficiale di cavalleria, il colonnello
Mario Revetria, collaboratore di Messe in Tunisia come Capo dell’Ufficio Operazioni, fino alla resa, fatto
rientrare anche lui dalla prigionia. Era conosciuto ai britannici perché aveva avuto l’incarico di Capo Ufficio
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Informazioni del Comando Forze Africa settentrionale per tutta la durata della campagna di Libia .
La ‘Calderini’, con a capo il colonnello Giuseppe Massaioli, era strutturata, oltre che nel Comando, anche
in tre sotto Sezioni o Gruppi: uno si occupava di informazioni (Gruppo Informazioni, noto anche come
Gruppo Speciale), e operava principalmente con l’Intelligence Service inglese, mentre l’altro, Sabotaggio,
operava con l’OSS. Era stato poi costituito il Gruppo “bande” che, insieme alla N.1 Special Force, britannica,
organizzò, in territorio occupato dai nazisti, le prime missioni con le stazioni radiotelegrafiche, nell’ottobre
72 Trasformato poi in RIE, Reparto Informazioni Esercito: il 1° giugno 1943, lo Stato Maggiore dell’Esercito modificava l’orga-
nizzazione della sua attività informativa, costituendo il Reparto con formazione e organici di guerra, che aveva potestà su tutti
gli Uffici “I” dei Comandi d’Armata, del Comando delle Forze Armate in Sicilia, del Comando Supremo delle FFAA dell’Egeo
e del Governatorato del Montenegro.
73 NARA, RG 226, NND 927023, 15 settembre 1944. V. anche C.R.S.Harris, History of the Second World War. Allied Military Admi-
nistration of Italy, 1943-1945, Londra 1957, Her Majesty’s Stationery Office, p. 3 e ss.
74 Per le varie fasi della riorganizzazione, v. Zenobio Bernardini, La riorganizzazione del servizio informazioni, cit., p. 235 e ss. Interes-
sante l’itinerario percorso da alcuni ufficiali del SIM per arrivare a Brindisi, cioè passare al sud, per attraversare il fronte, raggiungere
il governo di Badoglio e contribuire alla resistenza contro i tedeschi.
75 Revetria aveva attraversato le linee insieme a Zenobio Bernardini, al capitano Umberto Barnato e un ex Sottocapo Manipolo,
Enrico Di Francesco.
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