Page 211 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
P. 211
CAPITOLO SECONDO
Le prime indicazioni che molto probabilmente si stava preparando un tentativo di restaurazione del regime
61
fascista furono registrate già ai primi di settembre 1943 in un telegramma da Lisbona al Dipartimento di
Stato a Washington, nel quale si comunicava che Badoglio aveva con vigore debellato tentativi di una ‘con-
giura’ per riportare al potere il fascismo: si scriveva anche che in questo movimento politico-restauratore
fossero coinvolti di sicuro apparati dei servizi segreti tedeschi.
In quello stesso lungo rapporto del novembre 1943 la situazione italiana era analizzata ad horas ovviamente
non solo in quanto il conflitto era ancora in corso, ma soprattutto perché era chiaro che si pensava al futuro
assetto dell’Europa e l’Italia era una pedina fondamentale nell’equilibrio dell’Europa e del Mediterraneo con
le sue frontiere così prossime ai Balcani; frontiere che erano di grande importanza per il radicamento di una
democrazia di contrasto, già previsto nonostante l’alleanza militare del momento, all’espansionismo sovietico.
Il controspionaggio italiano, il Battaglione 808 CS (v. infra), formato interamente da militari, in maggio-
ranza Carabinieri, fornì ai Servizi Informativi militari alleati un quadro della situazione molto aggiornato
su questo aspetto del progressivo affermarsi dei partiti politici, tanto che le autorità militari alleate avevano
proibito ogni dimostrazione politica fino a che un governo di unità nazionale non si fosse insediato in Italia,
fornendo anche le informazioni preziose sulle prime manifestazioni della resistenza dei militari fin da quei
primissimi giorni in cui fu noto che l’armistizio era stato firmato.
Nello stesso periodo il Comando alleato ad Algeri notava che finalmente l’Italia si era liberata di un governo
che l’aveva portata sull’orlo del baratro, annientandone anche le risorse economiche. Nell’opinione di quel
Comando, vi era nella popolazione italiana, militari e civili, la voglia e la speranza di una ricostruzione ma-
teriale e quindi una situazione di buona positività per l’immediato futuro in un quadro di unità nazionale.
Brevi cenni sulle strutture alleate di collegamento e controllo con il governo di Brindisi e con le strutture
militari italiane
A Mosca, il 1° novembre 1943, in occasione della Conferenza ivi tenuta con la presenza dei ministri degli
esteri dell’Unione Sovietica, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, era stata decisa la costituzione di un
Allied Advisory Council for Italy, di superiore gerarchia su tutte le altre strutture di collegamento e controllo
che furono, prima o dopo, istituite. Da questo Council partivano le direttive generali.
Era necessario per gli Alleati, con la costituzione del governo a Brindisi e con lo stesso trasferimento della
Monarchia a sud, organizzare quelli che dovevano essere i collegamenti con gli italiani ‘cobelligeranti’.
Subito dopo lo sbarco in Sicilia (deciso dai Capi di Stato Maggiore, nell’incontro di Casablanca nel gennaio
1943, dopo la conclusione della campagna in Tunisia), e in Calabria, era stato costituito l’Allied Military Go-
vernment of Occupied Territory AMGOT - Governo Militare Alleato dei Territori Occupati, che in seguito divenne
Allied Military Government - AMG: in Italia dipendeva dal AFHQ del Mediterraneo, dal Comandante Supre-
mo che, in quella, veste era anche il Governatore Militare delle zone occupate, con Sir Francis Rennell Rodd,
competente per gli affari civili. La struttura dunque aveva compiti civili e militari .
62
Dopo l’armistizio del 29 settembre 1943, l’AMGOT si occupò dell’amministrazione del territorio italiano
‘liberato’ a quel momento, eccetto per le province di Lecce, Bari, Brindisi e Taranto e la Sardegna, alla quale
si aggiunse in un secondo momento la Sicilia, che costituirono all’inizio, il territorio del cosiddetto ‘Regno
del sud’, con il governo italiano considerato ‘legittimo’. L’11 febbraio 1944 i territori italiani liberati furono
riconsegnati al governo di Badoglio, restringendo l’AMGOT la propria competenza a Napoli e nelle zone
vicino al fronte perché di particolare interesse militare.
torio Emanuele, figlio di Umberto, possibilità che però non fu tenuta a lungo in conto, ma che era stata registrata con un certo
interesse dagli Alleati. Secondo gli angloamericani, Sforza non aveva però lo stesso seguito tra il popolo che aveva tra le élites
politiche e intellettuali e questo lo indeboliva…”
61 NARA, microfilm LM 142-3/doc. 865.00/2/69.
62 V. U.S. Army in World War II, European Theater of Operations, The Supreme Command, di Forrest C. Pogue (15 gennaio 1952), Cen-
tre of Military History, US Army, Washington, D.C., 1989. V. anche il volume The War against Germany and Italy. Mediterranean and
Adjacent Areas,1951, per un imponente interessante corredo fotografico.
207

