Page 210 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



                                                                Era, a maggior ragione, monitorato anche il mo-
                                                                rale della popolazione nei territori ancora sotto il
                                                                nuovo  regime  fascista  repubblicano  (RSI)  dove
                                                                risultava chiaro che non vi era più alcuna simpa-
                                                                tia per le forze tedesche (salvo gruppi di persone,
                                                                anche se abbastanza numerosi) e dove circolavano
                                                                molte pubblicazioni clandestine, pur se il popo-
                                                                lo, secondo un rapporto inglese del giugno 1944,
                                                                sembrava al momento non molto interessato alla
                                                                politica…they want to be shown that liberty and demo-
                                                                cracy bring white bread and security where there was once
                                                                     57
                                                                none...   Non  era  totalmente  corretta  l’analisi  in
                                                                questo senso dell’estensore del rapporto.
                                                                Era opinione diffusa fra gli Alleati che gli italiani
                                                                avessero tentato fin dalla firma dell’armistizio di ri-
                                                                solvere i loro problemi politici e di allargare la base
                                                                dell’unità nazionale, ma si era manifestato un nodo
                                                                difficile da sciogliere, sul quale molti illustri espo-
                                                                nenti antifascisti si erano divisi. Inglesi e americani,
                                                                ancora nel novembre 1943 avevano temuto forte-
                                                                mente che il Re e il Principe di Piemonte volessero
                                                                cercare e potessero instaurare de facto una dittatu-
                                                                ra militare o che i gruppi antimonarchici potessero
                                                                contribuire a fomentare una situazione di agitazio-
                                                                ne popolare e di sollevazione contro il governo e la
           Volantino di propaganda contro i tedeschi, con errori in lingua italiana!   Monarchia  che, ancora, agli occhi alleati, erano un
                                                                         58
           NAUK - Londra                                        argine forte contro eventuali derive comuniste.
           Da molte parti era stato richiesto al Re di abdicare, ma Vittorio Emanuele III rifiutava di farlo: però i gruppi
           liberali e antifascisti, i quali, pur dando appoggio al conflitto, che continuava per liberare il territorio italiano,
           e al governo Badoglio, rifiutavano di parteciparvi attivamente, fin quando il Re (che accusavano ormai apertis
           verbis di aver accettato il fascismo e l’alleanza con i tedeschi) non avesse lasciato il trono. Indubbiamente,
           in questa situazione, era difficile il raggiungimento di un compromesso con le maggiori forze politiche: la
           visita del Monarca e di Badoglio a Napoli, subito dopo la liberazione della città, nel corso della quale aveva-
           no cercato di persuadere esponenti illustri del gruppo liberale e antifascista ad accettare incarichi nel nuovo
           Gabinetto, non aveva avuto successo tanto che Badoglio era stato costretto ad annunciare un governo ‘tec-
           nico’ di esperti. Era altresì chiaro, però, che tutto era stato rimesso, secondo la volontà più volte espressa
           dal Savoia, a quando la Capitale fosse stata liberata: decisione non da tutti i partiti accettata di buon grado .
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           L’opinione pubblica, soprattutto dopo la visita congiunta del Re e Badoglio a Napoli, aveva sempre più ma-
           nifestato il suo profondo disaccordo con la Monarchia e con chi aveva avuto posti di responsabilità sotto il
           regime fascista, incluso Badoglio .
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           57   NAUK, WO 204/7282.
           58   NARA, RG 226/174/4, documento del 15.11.1943.
           59   Il Re si ritirò dalle funzioni sovrane il giorno dopo la liberazione di Roma, il 5 giugno 1944, lasciando la Luogotenenza al figlio
           Principe Umberto. Abdicò a Napoli il 9 maggio 1946, firmando l’atto di abdicazione a Villa Rosebery e non al Palazzo del Qui-
           rinale, sede ufficiale della Monarchia, o a Villa Savoia in Roma, sua abitazione privata.
           60   Il New York Times del 15 novembre 1943 aveva significativamente fatto un lungo resoconto di una dichiarazione di Badoglio
           rilasciata due giorni prima sul suo Governo e sui comportamenti di Sforza e di Croce nei confronti della sua azione politica e della
           Monarchia: “Carlo Sforza the most distinguished of  the anti-fascist in exile, reduce dagli incontri con Corder Hull e Winston Churchill,
           …era ritenuto responsabile di avere persuaso i liberali a non collaborare con Badoglio prima della abdicazione del Re. Lo stesso
           Sforza aveva però dichiarato che avrebbe accettato Badoglio come Reggente, nel caso fosse stato proclamato Re il piccolo Vit-

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