Page 208 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           Tra le notazioni, fu confermata la possibile malattia di Mussolini (un’ulcera) e qualche sua ‘uscita di senno’,
           riferita a Washington come un possibile segno di mental disorder. Pesante era stato il giudizio del porporato
           su Ciano, che dal 6 febbraio di quell’anno [1943] era ambasciatore presso la Santa Sede: la sua presenza in
           Vaticano era considerata imbarazzante da molti punti di vista anche perché, tra l’altro, era considerato the
           principal blackmarket operator in Italy…  pesante accusa e strana annotazione per una situazione che in quel
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           momento avrebbe dovuto essere considerata marginale, forse, di fronte a ben peggiori contingenze, quale
           l’ormai evidente sconfitta italiana.
           Fu subito chiaro che, una volta caduto il regime fascista, l’ostilità italiana verso Inghilterra e Stati Uniti si
           sarebbe sciolta e, sulla base delle informazioni raccolte sull’umore della popolazione, la presenza angloame-
           ricana sul territorio italiano sarebbe stata accettata di buon grado. Diplomatici e militari stranieri già davano,
           però, per scontata una diversa posizione del governo Badoglio, almeno fino a quando le truppe tedesche
           fossero rimaste sul territorio italiano.
           In sintesi quindi, era chiaro che vi erano tutti i possibili parametri e situazioni perché gli angloamericani fos-
           sero ben accetti dalla popolazione; era evidente che i problemi da risolvere, una volta integralmente liberato
           il territorio italiano, sarebbero stati molto complessi, in primis per ristabilire una democrazia che era stata
           negata per tanti lustri e per evitare soprattutto che la penisola finisse nella sfera d’influenza sovietica; anche
           l’economia avrebbe dovuto essere pesantemente aiutata per una sua ripartenza. Il quadro era molto chiaro.
           In uno dei rapporti al Dipartimento di Stato concernenti gli avvenimenti della notte tra il 24 e il 25 luglio
           1943, redatto pochi giorni dopo, è chiaramente indicato che era opinione generale nei circoli diplomatici
           e anche in Vaticano, che a) se il Governo Badoglio non avesse urgentemente trovato una soluzione a due
           problemi importanti, e cioè l’espulsione di tutti i tedeschi (truppe e civili) dall’Italia e soprattutto il rientro
           degli italiani che erano nei Balcani, oltre a quelli in Germania, b) se non avesse firmato rapidamente un
           armistizio con i ‘nemici’ [cioè i futuri alleati], o, alternativamente, c) se l’Italia non fosse stata occupata in
           modo rapido dagli angloamericani, ebbene una sicura rivoluzione politica avrebbe rischiato di far pendere
           la bilancia dalla parte sovietica . Analisi concreta se si pensa che sia il 25 luglio sia nei giorni successivi vi
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           furono manifestazioni con cartelli inneggianti a Lenin e contro il Papa e la Monarchia, anche sulla tomba
           di Matteotti. Del resto i giornali socialisti, soppressi dal regime, uscirono in edicola poche ore dopo la
           fine del fascismo, segno evidente che l’organizzazione politico-partitica era stata fermamente mantenuta
           e operativamente strutturata.
           Per quanto riguardava il proseguimento del conflitto, era ben noto a Gran Bretagna e Stati Uniti quanto
           l’ambasciatore d’Italia a Madrid aveva detto al Capo della missione tedesca in Spagna: in realtà non risultava
           che quel che restava delle Forze Armate italiane avesse grandi possibilità, per combattere e resistere a un’oc-
           cupazione angloamericana…o tedesca del territorio italiano; del resto le difese fra Napoli e Roma erano
           molto aleatorie e non sarebbe stata possibile una seria resistenza militare, a meno che i tedeschi non avessero
           usato le truppe già presenti in Italia per contrastare un’occupazione ‘nemica’, cioè britannica e americana.
           Non avevano ancora messo in conto la volontà, la grande resilienza e la forza di resistenza che avrebbero
           avuto i militari italiani, oltre alla popolazione civile che, però, desiderava ardentemente la fine della guerra,
           con qualsiasi mezzo e possibilità.
           Nell’ottobre 1943 gli Stati Uniti e la Gran Bretagna guardavano, però, al futuro dell’Italia in modo molto
           differente da come vedevano quello del Reich, poiché quei circoli politici e l’opinione pubblica ritenevano
           che Roma fosse stata trascinata alla guerra dalla Germania. Non vi era alcun risentimento esteso verso l’I-
           talia, paragonabile a quello contro la Germania e il Giappone: così almeno si esprimevano molti documenti
           segreti del Dipartimento di Stato nelle loro molteplici revisioni sulla situazione italiana, nel supporto che
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           potevano dare per la pianificazione delle operazioni militari delle Forze degli Stati Uniti in Europa . L’Italia
           dunque avrebbe avuto il diritto sovrano di fare le sue scelte…che però avrebbero influenzato la sua posizione
           politica internazionale sia in un futuro prossimo sia al tavolo della Pace e nel periodo postbellico e quindi



           53   NARA, microfilm, LM 142/3 doc. 865.00/2080, 16 luglio 1943.
           54   NARA, RG 226, box 419, Events connected with the fall of  Mussolini…
           55   NARA, microfilm LM 110-2/ doc. 711.65.160 del 7 ottobre 1943.

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