Page 209 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO SECONDO
la situazione doveva essere tenuta sotto
stretto controllo. E lo fu abbastanza pe-
santemente da parte degli Alleati, anche
se poche volte si ricorda che molte scel-
te, risultate impopolari, furono invece
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imposte o sottilmente suggerite .
Questa analisi veniva fatta anche consi-
derando che, concretamente, la Germa-
nia era già in una posizione bellica tale
da potersi occupare sempre meno della
politica interna e estera dell’Italia, consi-
derata virtualmente già sull’orlo della di-
sfatta, lasciando quindi mano libera alle
democrazie occidentali. Su questo, però
non avevano una visione molto chiara.
Tutti i pericoli non erano ancora stati
scongiurati. Era evidente che, anche
dopo la caduta del regime fascista e
l’occupazione di una parte dell’Italia, in
molti centri abitati dominavano ancora
esponenti del passato regime che tende-
vano a diffondere voci sulla possibilità
di una vittoria tedesca sugli angloameri-
cani. Era un momento delicato, il post
10 luglio dello sbarco in Sicilia e il 25 lu-
glio, caduta del governo Mussolini, che
doveva essere ben controllato e moni-
torato dalle autorità future ‘alleate’, ma
Le prime disposizioni dell’AMGOT per la Sicilia. NARA - Washington con le dovute cautele in un territorio
sotto amministrazione militare, la cui
posizione internazionale sarebbe stata più da vinto che da cobelligerante.
La decisione presa di mantenere, nell’Italia ‘liberata’, almeno in parte, l’amministrazione locale si dimostrò
vincente anche nei confronti di privati e uomini d’affari, soprattutto in aree molto danneggiate dai bombar-
damenti, allo scopo di iniziare sia pur timidamente una ricostruzione di spiriti e di territorio.
Particolarmente utile si rivelò, a detta degli stessi ufficiali dell’AMGOT (Allied Military Government Occupied
Territory), l’aver continuato a mantenere salda l’organizzazione dell’Arma come polizia militare per le ricosti-
tuende Forze Armate italiane e polizia ‘civile’ per il mantenimento dell’ordine pubblico, insieme alla Polizia
di Stato e alla Guardia di Finanza. Era evidente che la situazione economica e sociale era particolarmente
disastrosa per non occuparsi delle condizioni igieniche della Sicilia e del Meridione, per non accennare al
problema del vettovagliamento delle popolazioni. La distribuzione del grano, infatti, era molto difficile e
tutto era dovuto proprio al sistema fascista degli ammassi e agli abusi che quel sistema aveva provocato e
ancora provocava, nonostante ne fosse stata prontamente decretata la soppressione. Il mercato nero, poi,
assolutamente fiorente durante il periodo fascista, continuava a prosperare durante le difficoltà belliche e
con scarsa possibilità di essere, se non debellato, almeno indebolito. Erano quindi da prevedersi sollevazioni
popolari e occorreva avere degli strumenti in loco che potessero controllare la situazione.
In realtà, approfondendo l’analisi della situazione italiana, le autorità, non ancora ‘alleate’, ritenevano che
every good Italian non volesse altro che la fine della guerra per la ricostruzione del paese ‘con l’apporto fattivo
di una grande potenza quale gli Stati Uniti…’. E questa volontà poteva anche aiutare ad espellere i tedeschi
dai confini italiani, come poi accadde.
56 Cfr., tra gli altri, C. R.S.Harris, History of the Second World War. Allied Administration of Italy 1943-1945, cit., p. 3 e ss.
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