Page 318 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”











































                     28 Aprile 1945 - Liberazione di Piacenza da parte dei partigiani comandati dal tenente dei Carabinieri Fausto Cossu.
                                                     ACCDBSD - Roma

           Anche la città di Piacenza fu liberata il 27 aprile 1945 da una divisione partigiana comandata da un tenente
           dei Carabinieri, Fausto Cossu. Questo militare, riuscito a fuggire da un campo di concentramento tedesco, era
           giunto vicino Piacenza nel gennaio 1944. Raccolse intorno a sé altri commilitoni e decise, come tanti altri ave-
           vano già fatto, di riunire dei sottufficiali e membri della truppa in una formazione di resistenza: si costituì così la
           formazione partigiana conosciuta come ‘i Carabinieri del comandante Fausto’ con attività di sabotaggi e colpi
           di mano; a mano a mano che si aggiungevano militari a questa formazione, fu costituita la Compagnia Carabi-
           nieri Patrioti, che, avendo reperito munizioni e mezzi, iniziò operazioni di guerriglia contro i tedeschi che erano
           presenti nella città di Piacenza e nei dintorni. Il 30 luglio 1944, i tedeschi decisero di annientare questa forma-
           zione partigiana che continuava a fare colpi di mano contro i presidi fascisti delle cittadine intorno a Piacenza.
           Nei pressi della Rocca d’Olgisio (un complesso fortificato nel Comune di Pianello Val Tidone, in provincia di
           Piacenza) vi fu un aspro combattimento ma i Carabinieri partigiani riuscirono a respingere le truppe nazifasci-
           ste. La Compagnia Carabinieri Patrioti iniziava ad essere molto conosciuta e a questa formazione continuavano
           ad arrivare molti volontari. La Compagnia di Cossu, che aveva ben più di 600 uomini, arrivò a costituirsi in
           una Divisione articolata su cinque brigate oltre ad alcuni reparti autonomi, continuando con numerose azioni
           di guerriglia, riuscendo anche, con audaci colpi di mano, a rifornirsi di armi e munizioni. Il 30 agosto 1944 i
           tedeschi cercarono ancora una volta di annientare la formazione partigiana: dovettero abbandonare l’obiettivo.
           Nell’ottobre 1944 la Divisione di Cossu era arrivata ormai ad avere 4.000 uomini, organizzata su 11 brigate
           (ogni brigata era composta da 400 a 800 uomini) e tre distaccamenti autonomi. Ebbe moltissimi scontri
           con i tedeschi nella zona di Bobbio, Bressana, Castel San Giovanni, quasi sempre ottenendo successi, anche
           se con molte perdite. Per giungere alle porte di Piacenza, tutte le brigate si trovarono a combattere contro
           i nazisti ma esercitarono una forte pressione sulle loro forze ormai indebolite dagli attacchi che stavano
           ricevendo dai Gruppi di Combattimento e dovettero ritirarsi da Piacenza. All’Alba del 28 aprile 1945 la
           Divisione del tenente Cossu entrò nella liberata città di Piacenza .
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           46   I Carabinieri nella Resistenza…, cit., pagina 135-136.

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