Page 319 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO
Piacenza 28 aprile 1945, Partigiani in Piazza Cavalli, il primo a destra a capo scoperto e braccia incrociate è Fausto Cossu,
tenente dei Carabinieri Comandante di formazione partigiana. ACCDBSD - Roma
Infatti, in quel periodo, i Gruppi di Combattimento davano anch’essi filo da torcere ai tedeschi.
Il Legnano, agli ordini del generale Umberto Utili, entrato in linea il 23 marzo 1945, nel settore dell’Idice
(affluente del fiume Reno, vicino a Bologna), con un fronte assegnato di circa 9 km in un settore morfolo-
gicamente di montagna, difficile per la natura del terreno, dopo altre operazioni terminate con successo, il
16 aprile si mosse verso Bologna, dove entrò il 21 aprile con i suoi alpini, fanti e bersaglieri. Subito dopo,
raggiunse Brescia il 29 aprile e Bergamo il 30 aprile mentre suoi reparti alpini il 2 maggio entravano a Torino.
Il Friuli, agli ordini del generale Arturo Scattini, entrato in linea l’8 febbraio 1945, agli inizi schierato in linea
nel settore di Brisighella con l’8ª britannica, salendo verso Bologna attraverso Riolo Bagni, Dozza, Casa-
lecchio, parallelamente alla via Emilia, dopo una serie di scontri con il nemico, entrò nella città capoluogo
dell’Emilia-Romagna, insieme al Legnano.
Il Folgore, agli ordini del generale Giorgio Morigi, costituito il 24 settembre 1944, entrato in linea il 1º marzo
1945, ebbe assegnate le posizioni tra il Senio (ultimo affluente di destra del Reno, presidio tedesco sulla
Gotica), e il Santerno (considerato il maggiore affluente del Reno), alla sinistra del Friuli. Questo Gruppo
era costituito dal Reggimento Fanteria Paracadutisti Nembo, dal Reggimento San Marco, un Reggimento
Artiglieria Paracadutisti e un Battaglione Misto Genio. Ebbe un’intensa attività con numerosi nuclei di pat-
tugliamento che accertarono il 10 aprile che il nemico si stava ritirando da Tossignano, piccola città nella
vallata del Santerno, a relativamente pochi chilometri da Bologna, essendo sede di linee di difesa tedesche.
La cittadina, precedentemente oggetto di numerosi bombardamenti aerei, fu liberata tra l’11 e il 12 aprile,
dal Reggimento Paracadutisti Nembo , che non entrò in Bologna perché fu indirizzato in un’altra zona, pro-
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prio mentre le ostilità stavano per terminare.
Il Cremona, agli ordini del generale Clemente Primieri, il 5 gennaio 1945 ebbe la notizia che finalmente sarebbe
entrato in linea, avendo come zona assegnata quella tra Ravenna, Mezzano, la Valle di Comacchio ed il mare:
all’estrema destra del fronte italiano, con l’ordine alleato di attuare resistenza passiva. Il 7 gennaio iniziò il tra-
47 V. sopra per la Missione Herring 1.
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