Page 322 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
dige, raggiungendo Pon-
te Longo, arrivando a
Dolo, Mira e Venezia
e con la liberazione di
questa città le sue opera-
zioni terminarono.
Quell’ultima fase della
Guerra di Liberazione
assunse il carattere di
guerra di movimento o
di rapido inseguimento,
sempre con azioni posi-
tive, tanto che durante
l’ultima fase il Cremona
riuscì a catturare anche
2.600 prigionieri tede-
schi, con notevoli pro-
blemi di controllo.
Il 12 maggio 1945 il Cre-
mona fu definitivamente
Reparti del Gruppo Cremona entrano ad Alfonsine. AUSSME - Roma
sganciato dal V Corpo
d’armata inglese, essendo rimasto in linea di combattimento dal 12 gennaio al 29 aprile 1945. Le perdite subite
furono di 234 Caduti, 614 feriti e 73 dispersi; le perdite inflitte al nemico furono numerosi morti e feriti e, so-
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prattutto, un bilancio di 3.218 prigionieri .
Degli altri due Gruppi di Combattimento, il Mantova non entrò in linea perché il conflitto era terminato con la
resa incondizionata della Germania. Il Piceno non entrò mai in linea perché era divenuto una unità addestrativa .
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Oltre ai Gruppi di Combattimento, aveva partecipato alla battaglia di Bologna anche la Brigata Maiella, for-
mazione militare partigiana, inquadrata nell’8ª Armata britannica, legata alle Forze alleate, che dall’Abruzzo
contribuì ai combattimenti per la liberazione nelle Marche, nell’Emilia-Romagna e nel Veneto .
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Fu subito dopo l’armistizio che la comunità montana della Maiella dovette sopportare una occupazione tede-
sca molto dura, anche perché il comprensorio del Sangro-Aventino si prestava ad essere un bastione di difesa
naturale, con mine e trappole esplosive, che ebbero pesanti e tragici riflessi anche sulla popolazione locale.
Le razzie dei beni, la distruzione continua dei campi coltivati e del bestiame, che rendeva difficile approv-
vigionarsi di beni alimentari, i rastrellamenti di uomini per manovalanza di lavoro, fecero sorgere, come
in altre realtà contadine italiane, una resistenza locale che divenne molto agguerrita. Si erano così formati
in Abruzzo vari gruppi di resistenza, tra i quali quello di un avvocato, Ettore Troilo, che aveva dato al suo
gruppo il nome della Maiella. Non vi erano armi e quindi dovevano in qualche modo trovare un soggetto
politico o militare che comprendesse le loro istanze e le favorisse.
Il 28 novembre i tedeschi si erano ritirati dalla cittadina di Casoli, dove si erano installati nel Castello Du-
cale in cima al paese, punto di osservazione importante. Lì si sistemò poi il comando britannico su richie-
sta di una delegazione di cittadini di Casoli che, nel dicembre 1943, avevano anche offerto il loro aiuto per
eventuali azioni. Se in un primo momento gli inglesi guardarono con un certo sospetto e diffidenza queste
50 Giuseppe Mastrobuono, Il Gruppo di Combattimento Cremona nella Guerra di Liberazione, cit. sopra. p.141.
51 Per le problematiche relative alle sezioni di sicurezza militare dei Gruppi Combattenti, v. Marco Ruzzi, Il ruolo dei Carabinieri
all’interno delle Sezioni di Sicurezza Militare dei Gruppi di Combattimento (1944-1945) in ‘I Carabinieri nella resistenza e nella guerra di
liberazione’, cit., p. 33-45.
52 Francesco Di Cintio, Alle origini della Brigata Maiella. Saggio sulla military effectiveness della Wigforce, attraverso l’analisi della do-
cumentazione del War Office (6 dicembre 1943-11 gennaio 1944), in www.giornaledistoria.net. Giornale di Storia, 31 (2019): un
interessante studio con notevole bibliografia, alla quale si fa riferimento, sull’argomento e puntuali riferimenti archivistici ai docu-
menti consultati. V. anche Nicola Troilo, Storia della Brigata Maiella, 1943-1945, Milano, Mursia editore, 2011 (numerose edizioni).
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