Page 327 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
P. 327
CAPITOLO TERZO
3.2 La Relazione del generale Messe. La resistenza dei militari oltre le linee nemiche
e il 1943, prima e subito dopo l’armistizio, fu un momento particolarmente difficile per le Forze Ar-
mate italiane, è indubbio che lo fu anche l’anno successivo ma vide una forza di resistenza che avreb-
be portato alla liberazione da due regimi dittatoriali, il nazista e il fascista, in meno di due lunghi anni.
S Non è facile districarsi nel mondo delle missioni di quel periodo, organizzate dal SIM, ricostituito a
Brindisi, dal SOE (N.1 Special Force) e dall’OSS (Sezione Italiana Secret Intelligence - SI), che furono numerosissime,
a volte si intrecciarono e spesso, in corso d’opera, cambiarono anche il nome o sigla di riferimento, rendendone
molto spesso difficile la corretta comprensione temporale e organizzativa. Risulta chiaro che gli angloamericani
davano molta importanza alle missioni, in quanto le ritenevano estremamente importanti che conseguivano ri-
sultati concreti, quindi cercarono di averne il massimo controllo, anche di quelle organizzate dagli italiani, nelle
quali vollero sempre inserire dei loro referenti o a volte interferire nella composizione delle stesse .
60
Da tutti i documenti, sia quelli del SIM resi disponibili già da una ventina d’anni sia quelli del Comando Su-
premo - Stato Maggiore Generale, sia quelli angloamericani (anch’essi resi disponibili e non tutti, solo dagli
Anni ’90) , risulta chiaro che i membri di queste missioni, almeno in quelle organizzate dal SIM, furono
61
95% militari italiani della Marina, dell’Esercito e dell’Aeronautica, con alcuni civili che si affiancarono a loro,
sia per partecipare operativamente alle missioni sia per sostenerle finanziariamente. Molti militari italiani poi
furono integratiti in missioni organizzate dagli Alleati.
Trattando questa pagina storica, è doveroso fare un primo sostanziale riferimento alla Relazione del gene-
rale Giovanni Messe, scritta nell’aprile1945 ma pubblicata dallo Stato Maggiore dell’Esercito solamente nel
1975, dal titolo L’azione dello Stato Maggiore Generale per lo sviluppo del movimento di liberazione, alla quale si farà
puntuale riferimento .
62
Messe, come già ricordato, era diventato Capo di Stato Maggiore Generale e Comandante Supremo delle
Forze Armate italiane del Regno d’Italia il 18 novembre 1943.
In quei mesi, ormai, Esercito, Marina e Aeronautica avevano dato il loro forte supporto alle operazioni
che gli angloamericani conducevano in Italia, in particolare l’Esercito con il Primo Raggruppamento Mo-
torizzato, il Corpo Italiano di Liberazione, i Gruppi di Combattimento e le Divisioni Ausiliarie che stavano
combattendo a fianco delle Armate angloamericane sul territorio italiano.
Questo però non poteva essere sufficiente perché occorreva anche operare oltre le linee nemiche, sostenendo
quella resistenza che si era ormai concretata anche nel nord nazifascista e che necessitava di un aiuto costante e
organizzato. Un movimento di resistenza spontaneo, un movimento di liberazione che ebbe un contributo no-
tevole dalle strutture militari apicali di quel periodo, come lo stesso Messe indica, presentando la sua Relazione.
Quali dovevano essere dunque gli strumenti per attuare una resistenza attiva oltre ai combattimenti sulle
linee del fronte? Era anche evidente che nulla o quasi poteva essere condotto a buon fine senza una intesa
con gli anglo-americani.
La collaborazione attiva con gli Alleati si poteva esplicare in missioni di collegamento, a scopo principal-
mente informativo, per avere l’esatta conoscenza di dove operare e come. Dopo aver ricevuto le necessarie
informazioni da queste missioni, si potevano organizzare quelle operative, per lo stretto necessario contatto
con le ‘Bande di Resistenza’. Si pensava poi anche a missioni speciali per compiti particolari. Quel che è
molto interessante e rafforzato nella Relazione è quale fosse il fine ultimo che il Comando Supremo inten-
deva perseguire: dare al movimento di resistenza un carattere unitario, organico, su basi militari, amalgamando le varie
tendenze e convogliando le varie iniziative verso l’unico scopo: la guerra contro i nazifascisti… Obiettivo complesso da
63
raggiungere e umanamente difficile.
60 Franco Fucci, Spie per la Libertà. I Servizi Segreti della Resistenza Italiana, Milano, Mursia editrice, 1983. Un volume interessante
molto denso di notizie al riguardo.
61 Soprattutto in NAUK, inventari WO, FO, CAB, PRM, ADM; in NARA, principalmente in RG 226.
62 Cfr., Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito, Relazione Messe: L’Azione dello Stato Maggiore Generale per lo Sviluppo del Movimento
di Liberazione, AUSSME, Roma, 1975.
63 Relazione Messe, cit., p.13.
323

