Page 329 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO



           rità repubblicane che si erano insediate negli uffici; i partiti, se avevano fondi, potevano passarli ai comandi
           regionali; erano ammessi versamenti ottenuti da privati, industriali, commercianti anche a titolo di prestito al
           Comando Supremo. Quest’ultima fu un’indicazione che si rivelò molto preziosa: e se ne ha la documentazione,
           perché molto spesso quando si trovano ancora gli elenchi di coloro che erano nelle Bande Militari, vi sono
           regolarmente anche i nomi di coloro che le sovvenzionavano.
           In questa circolare, Messe specificò anche quel che riguardava la raccolta informativa militare, cioè il con-
           trospionaggio, relativa al nemico, che veniva svolto soprattutto, come già precedentemente indicato, dalla
           Sezione ‘Bonsignore’, del SIM, Battaglione 808 CS. Le direttive indicavano che coloro che si occupavano di
           questo Servizio, sarebbero stati messi in contatto con i comandanti regionali delle ‘Bande’ per uno scambio
           di notizie. Era evidente che l’organizzazione militare clandestina poteva raccogliere sul campo notizie di
           dettaglio per i propri compiti ma le stesse informazioni potevano essere di grande interesse per il Comando
           Supremo e per i Comandi Alleati in loco (che molto spesso le utilizzarono), per cui gli obiettivi principali
           della ricerca informativa dovevano essere le notizie inerenti alla programmazione della guerra aerea, nel sen-
           so di indicare obiettivi da colpire e risultati conseguiti, per valutare quanto si era appreso; lo schieramento, il
           più dettagliato possibile, delle grandi unità tedesche: notizie che dovevano essere prontamente trasmesse al
           Comando Supremo, in qualsiasi modo, attraverso il SIM o anche direttamente, se molto importanti.
                                                                          Non era facile fare resistenza in un ter-
                                                                          ritorio occupato da un nemico ancora
                                                                          molto forte dal punto di vista militare
                                                                          e soprattutto molto ostile all’Italia, ser-
                                                                          vendosi  anche,  per  i  suoi  obiettivi,  di
                                                                          un  governo  fascista  repubblicano  che
                                                                          aveva contribuito a far nascere ma che
                                                                          teneva indubbiamente  sotto un con-
                                                                          trollo stretto e in vassallaggio politico
                                                                          e psicologico.
                                                                          Quanto riguardava le operazioni di sa-
                                                                          botaggio, come precedentemente già in-
                                                                          dicato, il ‘Gruppo bande e sabotaggio’
                                                                          della Sezione ‘Calderini’ del SIM aveva
                                                                          subito iniziato il suo lavoro, ancor prima
                                                                          di organizzare i sabotaggi, dovendo assi-
                                                                          curare il collegamento tra le ‘Bande’ e il
                                                                          Comando Supremo, nonché monitorare
                                                                          nella zona di propria competenza quei
                                                                          nuclei di cui a Brindisi non si avevano
                                                                          ancora notizie per riuscire a coordinarli
                                                                          con altri nuclei di resistenza.
                                                                          Messe aveva ben compreso che gli Alle-
                                                                          ati, in un primo momento, non intende-
                                                                          vano incrementare il movimento di resi-
                                                                          stenza italiano, pensando che la vittoria
                                                                          sul  territorio  italiano  contro  i  tedeschi
                                                                          sarebbe stata questione di tempi brevi.
                                                                          Tra l’altro, in effetti, nel dicembre 1943
                                                                          ancora la  Special Force britannica non
                                                                          aveva l’organizzazione adatta per una
                                                                          guerriglia da attuare in Italia e soprattut-
           Organizzazione delle missioni nei territori occupati, dalla Relazione Messe sull’a-  to non avrebbe voluto organizzare un
           zione dello Stato Maggiore Generale per lo sviluppo del movimento di liberazione.   esercito segreto, situazione che era riuscita a
           AUSSME - Roma                                                  creare molto bene in Francia, Norvegia,

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