Page 332 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
Ci furono anche le cosiddette ‘missioni speciali’ suddivise in: organizzative, antisabotaggio, costruttive, con
compiti particolari, soprattutto quello di organizzare al meglio la rete delle missioni, orientandola secondo
quanto previsto dal Comando Alleato e da quello italiano; praticamente queste missioni coordinarono la
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rete, riscuotendo la fiducia delle organizzazioni locali .
Di grande importanza si rivelarono le missioni di istruttori di sabotaggio che furono complessivamente
quattro, costituite di norma da due a sei istruttori e vi parteciparono in complesso 152 uomini; a costoro era
stato affidato un compito particolarmente interessante che realizzarono, riuscendo a mettere in difficoltà i
trasferimenti delle truppe tedesche e fasciste: distruzione di ponti e interruzioni di tronchi ferroviari, sabo-
taggi di autotrasporti.
Complessivamente furono organizzati anche 498 campi per aviolanci di ricezione di materiali e 53 per quelli
del personale. Furono stabiliti anche 6 punti di sbarco, soprattutto per le missioni che operarono in Liguria.
Molto curata anche l’organizzazione del territorio liberato, con base prima a Monopoli e poi a Siena, che
doveva essere il centro di supporto per le missioni. In seguito la Special Force organizzò una base anche in
Toscana a contatto con il Comando del XV Gruppo d’Armate.
Numerose le basi logistiche: aeree, dapprima quelle del Nord Africa e successivamente, dal febbraio 1944,
la base di Brindisi che operò fino all’agosto 1944; furono organizzate anche quelle di Bari, Foggia e Albinia.
Le basi navali utilizzate erano quella di Termoli, per le missioni lungo le coste adriatiche, e Nizza, per quelle
sulla costa ligure. Furono costituite
anche delle basi terrestri in zone di
occupazione avanzata alleata: una a
cura della 5ª Armata americana per
il settore appenninico tosco-emi-
liano; un’altra in Francia nella valle
del Guil e nella valle dell’Isère, per
rifornire coloro che erano nelle val-
late alpine del versante italiano.
Quindi furono organizzati corsi ne-
cessari a partecipare alle missioni
per aviolanci, per sabotaggi, per ra-
diotelegrafisti; corsi di canottaggio
per coloro per i quali era previsto
uno sbarco. Quest’ultimo in parti-
colare fu molto utile in una missio-
ne quando il capo missione e il suo
delle missioni ma, successivamente, il
Quartier Generale Alleato ritenne che era
opportuno avere anche dei propri rappre-
sentanti nel territorio occupato dai nazi-
fascisti e quindi vi furono delle missioni
miste o solamente britanniche, che si inte-
grarono nella rete già costituita. In Relazio-
ne Messe, a p.76 e ss.
71 In particolare: la missione Man nelle
Marche nel gennaio 1944; missione Oro nel
giugno 1944 in Lombardia presso il Comita-
to di Liberazione Nazionale Alta Italia (CL-
NAI); missione RRR dell’agosto 1944 in
Lombardia presso il Comando Militare del
CLNAI; missione SSS dell’agosto 1944 in
Veneto, per il Comitato di Liberazione Na-
Alcuni codici usati anche nelle missioni. NARA - Washington zionale (CLN), presso il Comando Militare.
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