Page 336 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           Le missioni costavano molto ma i fondi non mancarono (anche se a volte non furono sempre sufficienti),
           da parte di istituzioni, industriali e privati: la guerra doveva finire, il territorio doveva essere liberato dagli
           invasori e la vita doveva riprendere, anche se con grandi difficoltà, e quindi benvenute, in linea di massima,
           le missioni nelle linee nemiche che sicuramente avevano come obiettivo di indebolire il nemico, non solo
           sui campi di battaglia ma sul terreno del quotidiano sociale, con una attiva propaganda e un lavorio intenso
                                                                                                   81
           presso la popolazione. Esempi anche esse di una notevole resistenza clandestina e oltre le linee .
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           Anche l’OSS (con la sua Special Operations Branch-SO), organizzava numerose missioni operative, infor-
           mative e di resistenza, inserendo anche missioni di psicologia di guerra.
           Quando arrivò a Brindisi, Max Corvo era a conoscenza che era già stato raggiunto un accordo tra i servizi in-
           formativi britannici e quello italiano per una collaborazione nel settore, tanto che il SOE aveva persino istituito
           delle scuole addestramento, oltre che nell’area di Algeri, anche a Brindisi e a Bari per paracadutismo, telegrafia,
           sistemi di comunicazione, corsi di navigazione e di crittografia; sapeva anche che gli inglesi controllavano i
           trasporti effettuati nel Mar Adriatico e che la Regia Marina poteva effettuare spostamenti di propri mezzi solo
           se preventivamente autorizzati dal Comando Alleato. Bisogna anche ricordare che i britannici avevano più che
           richiesto, imposta, necessitandola per i loro trasporti, la collaborazione navale italiana ed era anche per questo
           che controllavano attentamente gli spostamenti dei mezzi italiani, ordinandone molte volte il rientro in porto,
                                                                                                         82
           impedendo anche azioni di soccorso come avvenne per le truppe italiane dalle coste jugoslava e albanese .
           Appena arrivato a Brindisi, da Palermo, il 6 novembre 1943, il tenente Corvo creò subito un collegamen-
           to radio tra l’Ufficio OSS di Brindisi e la stazione di Palermo, con l’aiuto di un marconista militare della
           Marina italiana e un codice cifrato: quella stazione radio americana di Brindisi fu attiva dal 7 novembre al
                                                                             26 dicembre, inviando informazio-
                                                                             ni segrete che da Palermo venivano
                                                                             poi trasmesse al AFHQ in Algeri.
                                                                             Nei primi giorni di permanenza a
                                                                             Brindisi, Corvo incontrò Agrifoglio,
                                                                             Capo del SIM stabilendo una cordiale
                                                                             amicizia e collaborazione. Confermò
                                                                             altresì che Agrifoglio, per la sua pro-
                                                                             fessionalità, riscuoteva il rispetto di
                                                                             inglesi, francesi e americani, proprio
                                                                             di coloro di cui era prima era stato
                                                                             nemico ma osservò che aveva relati-
                                                                             vamente poco margine di manovra
                                                                             decisionale. Si rese anche conto che il
                                                                             Capo del SIM stava avendo notevo-
                                                                             li difficoltà per la ricostruzione della
                                                                             sua squadra, anche se gradualmente
                                                                             vi era riuscito, perché molti degli uf-
                                                                             ficiali di Stato Maggiore gli erano ri-
                                                                             masti fedeli e si impegnavano nei vari
                                                                             settori della resistenza al nemico, ivi
           Appunti sulle alcune missioni OSS nel Fondo SIM. AUSSME - Roma    compreso quello dell’intelligence.

           81   Si è voluto dare spazio alla Missione Nemo perché molto illustrativa di come queste missioni erano organizzate, chi vi parteci-
           pava e i rischi che venivano quotidianamente corsi.
           82   Max Corvo, cit., p. 174 e ss. Il tenente Biagio Massimo Corvo, detto Max (alias Marat), militare volontario, guidava in Algeri
           la sezione Italia dell’OSS, con vari agenti di origine italiana tra i quali Victor Anfuso e Vincent Scamporino. Per tutta l’attività del
           SOE dal 1941 al 1945, NAUK, HS7/58.

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