Page 341 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO
Fu anche firmato l’impegno secondo il quale, al momento della completa liberazione, le forze partigiane si
sarebbero sciolte e avrebbero consegnato le armi quando il Comando Alleato ne avesse dato l’ordine. Wilson
insistette molto sul disarmo delle formazioni come condizione preliminare, così come era successo anche in
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Belgio e in Francia subito dopo la liberazione . Del resto, in quel periodo, il numero totale dei partigiani sot-
to il controllo del CLNAI era di circa 90.000 uomini, inquadrati in brigate e divisioni, la maggior parte delle
quali si trovava sulle montagne. Anche nelle città vi era un certo numero di partigiani che però erano per la
maggior parte disarmati e difficili da organizzare; il movimento più forte era in Piemonte con il tentativo di
rinforzare quelli in Emilia e nel Veneto così come in Trentino e in Venezia Giulia. Vi fu anche una richiesta
esplicita da parte di Longhi: disse che il CLNAI desiderava che i partigiani, dopo la liberazione, fossero incor-
porati nell’Esercito italiano fino ai numeri permessi. Era un argomento molto sentito quello del trattamento
delle forze partigiane dopo la liberazione, sia per i militari che vi si erano integrati sia per i civili.
In quell’occasione Wilson si impegnò asserendo che a breve la Commissione Alleata avrebbe suggerito al
Governo italiano che i tempi erano maturi per riconoscere il Comitato, concordando sull’urgenza della que-
stione e la possibilità di discutere i termini del riconoscimento.
Anche se i quattro rappresentanti partigiani non erano riusciti a conseguire tutto quello che desideravano
ottenere, comunque firmarono, perché il CVL - CLNAI veniva riconosciuto come l’esecutore delle disposi-
zioni e delle istruzioni del Comandante in Capo Alleato, ottenendo così una veste ufficiale molto importante
per quello che militari e civili stavano facendo per la liberazione dell’Italia.
Dopo questo accordo, si pensava a un ulteriore passo politico-diplomatico di un successivo accordo tripar-
tito, cioè tra Alleati, governo italiano e CLNAI.
Non fu possibile. Si giunse comunque a un risultato notevole.
Il 26 dicembre 1944 fu siglato un accordo bilaterale tra il governo italiano e il CLNAI:
«Roma, dicembre 1944.
Il Governo Italiano riconosce il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (C.L.N.A.I.) quale organo dei
partiti antifascisti nel territorio occupato dal nemico.
Il Governo Italiano delega il C.L.N.A.I. a rappresentarlo nella lotta che i patrioti hanno impegnata contro i fascisti
e i tedeschi nell’Italia non ancora liberata.
Il C.L.N.A.I. accetta di agire a tal fine come delegato del Governo Italiano il quale è riconosciuto dai governi alleati
come successore del Governo che firmò le condizioni di armistizio, ed è la sola autorità legittima in quella parte di
Italia che è già stata o sarà in seguito restituita al Governo Italiano dal Governo militare alleato.
Il Governo Italiano
f.to Ivanoe Bonomi
Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia
f.to Mare» 94
Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia diveniva così il delegato del Governo Italiano, agendo in
stretto rapporto con esso e sarebbe stato l’elemento che avrebbe assicurato nel Nord Italia l’unione, non
solo di tutti i partiti, ma anche di tutte le formazioni militari, costituendo così un elemento di ordine all’interno e
di direzione della lotta a fianco degli alleati .
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Gli Alleati avevano rinunciato a un accordo tripartito ma non avevano potuto proibire che il governo ita-
liano concedesse questo riconoscimento. Probabilmente non volevano impegnarsi in situazioni politiche,
volendo avere solo rapporti militari, almeno in quel momento.
Tra le prime organizzazioni clandestine di resistenza appoggiate dai servizi segreti alleati vi furono la OTTO,
la ORI (Organizzazione per la Resistenza Italiana, organizzazione in appoggio alla lotta partigiana proget-
tata da Peter Tompkins e Raimondo Craveri per iniziative di fiancheggiamento alla resistenza) e la VAI
(Volontari Armati Italiani).
La OTTO era stata organizzata da un privato, Ottorino Balduzzi, uno dei primi membri del CLN di Liguria,
93 Per questa parte l’archivio più interessante è l’Archivio CVL in Milano che racchiude la maggior parte dei documenti relativi
a questo periodo e al CLNAI, attraverso i quali si può ripercorrere la storia anche di questo importante accordo del 7 dicembre
1944, oltre che nei documenti del NAUK.
94 Documento in archivio CLNAI.
95 Da una lettera di Mare a Longhi e Maurizio.
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