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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



           e quindi contribuire in modo concreto allo sforzo angloamericano per far terminare il conflitto. Quindi la
           visione della struttura a Brindisi doveva essere quella di costruire una forza efficace che potesse aiutare a
           liberare l’Italia che doveva divenire sicura alleata politica degli Stati Uniti e del mondo occidentale demo-
           cratico, dopo la pace. Corvo notava che la maggioranza degli ufficiali del SIM di Agrifoglio, inseriti nella
           struttura informativa italiana, non altro perseguiva se non lo stesso obiettivo di base. Peraltro, in quel teatro
           operativo era chiaro che le politiche erano dettate dagli ufficiali britannici che avevano una longa manus molto
           potente sul servizio informativo italiano. Furono comunque d’aiuto e i rapporti di lavoro molto collaborativi
           che si erano sviluppati tra le forze inglesi e quelle americane sul campo.

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           Gli americani prepararono varie attività operative con le missioni aeree Apricot, Citron, Guava, Orange, Grape,
           Peach, Raisin, Date in partenza da Brindisi, e, per mare, Prune e Apple, in partenza dalla base USA di Bastia. Tutte
           queste missioni avevano normalmente degli operatori radio militari forniti dall’Italia e preventivamente adde-
           strati per l’uso di quegli apparecchi. Il Comando Marina provvide poi ad assegnare un MAS per consentire di
           effettuare operazioni di sbarco lungo la costa adriatica mentre, per trasportare alcune missioni verso il Golfo di
           Venezia e nelle valli di Comacchio, utilizzò un sommergibile. Non tutte le missioni riuscirono ad avere successo
           per una serie di motivi contingenti quali furono spesso le condizioni meteo-marine o la mancanza di apparec-
           chi radio telegrafici di collegamento, ma sostanzialmente furono un’attività importante, contro le truppe nazi-
           ste, fino alle fasi conclusive del conflitto, in particolare per quanto riguarda la liberazione della città di Milano.
           Non è facile avere il quadro dei rapporti tra la Special Force britannica e i suoi agenti e collaboratori italiani
           che molto probabilmente furono ben più di 100.
           Delle molte missioni, anche supportate dalla Special Force abbiamo il nome di colui che ne era il capo e il suo
           radiotelegrafista, con l’indicazione spesso di tutti coloro che ne avevano fatto parte. Vi sono le indicazioni
           di coloro che furono arrestati e in alcuni casi giustiziati . Sono anche ricordati i finanziatori privati che aiu-
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           tarono con loro danaro in loco di costituzione o all’origine delle missioni.
           Interessante altresì notare che in alcune di queste vi erano delle donne, come regolarmente segnalato: ad
           esempio nella missione Barley, tra l’elenco di tutti gli elementi maschili presenti, rigorosamente con il loro
           grado militare e Arma di provenienza, è indicata ‘suor Giovanna’ che, in servizio nell’Ospedale Maggiore di
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           Niguarda molto probabilmente riusciva a nascondere membri delle missioni, e altre cinque signore . Anche
           nelle missioni Flock, Furrow, Grain, Malt, RYE e Spring,  vi sono numerosi nomi di donne.
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           La resistenza ebbe molte reti, come si è già in precedenza sottolineato, e anche i civili italiani si mobilitarono in
           questa forma di attacco al nemico ma in molte di esse furono presenti anche numerosi militari che ne furono,
           in moltissimi casi, a capo, proprio per la loro professionalità acquisita nel condurre situazioni operative.
           Ricordiamo che il 9 settembre 1943 era stato costituito il Comitato di Liberazione Nazionale CLN, struttura
           politico-militare a Roma. Il 7 febbraio 1944 a Milano si costituiva il Comitato di Liberazione Nazionale Alta
           Italia - CLNAI: anche esso una organizzazione politico militare, ‘costola’ milanese del CLN, il cui raggio di
           azione si estese a tutta l’Italia settentrionale e coordinò i numerosi comitati regionali di liberazione.


           84   AUSSME, Fondo SIM, 1ª Divisione, b.32, Elenco Collaboratori delle Missioni, firmato nell’agosto 1945 dallo stesso Pompeo Agri-
           foglio, per avere dai britannici una lettera che attestasse la buona collaborazione avuta dai membri italiani di quelle missioni, alcuni
           dei quali, tra l’altro, catturati, erano stati poi giustiziati.
           85   In questa missione sono indicati anche il maggiore CCRR Anacleto Onnis e il capitano CCRRR, Giorgio Manes. Trattasi quasi
           sicuramente della missione Nemo, indicata con questo nome, Spring, nei documenti britannici. Occorre ove possibile ritrovare
           anche le relazioni delle singole missioni negli archivi di Londra e Washington e compararle nei nomi e nei luoghi visitati, per
           sovrapporle e meglio comprenderne l’origine e lo svolgimento.
           86   In queste missioni compaiono molti nomi di sacerdoti: missioni effettuate nella zona di Verona, con la presenza anche di
           molti civili.

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