Page 334 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
Nemo fu sbarcato da un MAS della
Regia Marina, la notte sul 18 mar-
zo 1944 a Punta Corona, a levante
di Monterosso, a poche centinaia di
metri da una caserma tedesca, insie-
me al suo marconista Urbano, rag-
giungendo la mattina del 29 marzo
Levanto. Si recarono all’indirizzo che
era stato fornito per l’accoglienza, ma
la persona che doveva accomodarli e
aiutarli non aveva ricevuto istruzioni
e quindi li ricevette con molto so-
spetto. Non potendo, dunque avere
questo supporto, Nemo e Urbano si
dovettero trasferire per una serie di
ragioni a Pisa, in una abitazione civile
di parenti di Urbano, immediatamen-
te a fianco di un comando militare
repubblicano, ove installarono l’ap-
parato ricetrasmittente, iniziando il
lavoro di organizzazione della rete e
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scegliendo i primi informatori .
Nemo si recò poi a Milano, reclutando
anche in quella città molti informato-
ri che raccoglievano le prime notizie
relative all’Italia settentrionale e alla
struttura del comando politico e mi-
litare fascista in quella zona. Tra gli
altri incontrò anche un suo cugino,
Ettore Elia (alias Narciso), che gli die-
La scheda del capitano di corvetta Emilio ELIA. AUSSME - Roma de un valido aiuto attraverso l’ampio
circolo di conoscenze che costui aveva e quindi per Nemo fu possibile infiltrarsi in molti gruppi differenti
della società milanese.
A Parma contattò Don Paolino Beltrame Quattrocchi (alias Fulvo), una sua antica conoscenza e attraverso
Fulvo incontrò il capitano Riccardo De Haag (alias Alpino), ufficiale di provata capacità, perché già aveva
collaborato con il servizio informazioni ed aveva molte conoscenze nell’ambiente militare e civile milanese,
il quale divenne poi vice comandante per l’area del CLNAI.
Nemo riuscì anche ad agganciare molti altri militari tramite il CLN, tra i quali un maggiore degli alpini (alias
Franzi) che aveva molte conoscenze nei circoli militari e civili e fu di notevole aiuto per la rete come alcuni
esponenti politici del Partito Liberale: la missione era militare ma era opportuno mantenere un contatto con
la parte politica ed essere così informati di quelle attività non solo politiche ma anche militari messe in atto
da un movimento di resistenza clandestino. Riuscì così a ottenere le prime interessanti informazioni sulla
situazione in Lombardia da passare a Urbano.
La rete si andava allargando, costituendo sei gruppi fra loro distinti e separati, guidati da militari di tutte
le Armi; il gruppo controspionaggio, particolarmente attivo, aveva a capo Fiore, il capitano dei Carabinieri
Reali Giorgio Manes e successivamente Zio, il maggiore dell’Arma Anacleto Onnis .
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75 Il numero di messaggi inviato dalla radio di Urbano e dei suoi successori, in quella sede e in altre, fu ingente, dal giugno 1944
al maggio 1945: in tutto 2.073.
76 Gli altri Gruppi erano: 1, il Gruppo Alpino con a capo Alpino; 2, il Gruppo Franzi, con Franzi; 3, il Gruppo Aviatore con a capo
il maggiore dell’Aeronautica Ernesto Balbo di Vinadio; 4, il Gruppo De Nicola con a capo il tenente colonnello Angelo De Nicola
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