Page 333 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO
radio-operatore, un sergente maggiore radiotelegrafista, a bordo di un sommergibile, furono sbarcati nei
pressi di Chioggia, per recarsi a Venezia. Lasciarono l’unità navale militare a bordo di un canotto di gomma
e si allontanarono a remi. Giunti vicino alla spiaggia, con l’alta marea, fu difficile l’affondamento del canotto
quindi dovettero allontanarsi un po’ dalla riva con il timore che, non appena si fosse ritirata l’alta marea,
lo stesso potesse rimanere allo scoperto e quindi indicare che qualcuno era sbarcato. Poi, com’era previsto
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seppellirono accuratamente i remi nella sabbia. Il corso seguito si era rivelato molto utile .
Interessanti erano le materie proposte nel corso di perfezionamento per agenti: oltre alla conoscenza della
zona assegnata, addestramento nelle tecniche di copertura, quelle per pedinamenti; gli alibi da costruire, i
documenti da esibire (carte d’identità, tessere del partito nazionale fascista e di quello repubblicano, tessere
postali, fogli di congedo, patenti, certificati, tutto rigorosamente falso e stampato da vari Uffici, anche ame-
ricani e britannici), e la sicurezza nelle comunicazioni, con i vari sistemi di cifratura e di codici. Non mancò,
dal gennaio 1944, un gabinetto fotografico con materiali militari o acquistati nel libero commercio.
Indubbiamente con tutti questi dettagli, si coglie l’immagine di un’organizzazione militare molto importante
e ben strutturata per le numerosissime missioni organizzate.
I documenti del SIM sono molto interessanti a questo riguardo perché danno notizie anche di missioni,
peraltro non indicate, almeno così sembra, nella lunga lista che Messe inserì nella sua Relazione ma, come
sopra già indicato, molto spesso le missioni, integrandosi con altre o integrando altri componenti, potevano
cambiare nome o non avere lo stesso nome di copertura per il Comando Supremo e per gli angloamericani
o cambiare appellativo (o sigla) per motivi di sicurezza, quando vi era il sospetto che quel nome era circolato
dove non avrebbe dovuto.
L’archivio della Sezione ‘Calderini’ custodisce numerose relazioni riguardo alle missioni effettuate, dalle
quali risulta chiaramente quanto costruttiva sia stata la resistenza dei militari sul fronte interno oltre a quella
prodotta su quello operativo.
Le numerosissime schede che si possono studiare in quella documentazione dimostrano le varie provenien-
ze dei militari che si integrarono in queste missioni: ufficiali, sottufficiali, soldati semplici, professionisti delle
radio comunicazioni e telegrafiche, come, ad esempio, un sottocapo marconista della Regia Marina (scultore
nella vita civile), e genieri; bersaglieri e ufficiali di marina; piloti e fanti, tutti segnalati con il loro nome di
copertura e la missione alla quale avevano partecipato. Molti di loro peraltro avevano già avuto esperienza
specifica nel settore in quanto provenienti dagli uffici informativi delle Forze Armate come il SIS e il SIA,
oltre al SIM. Vi erano anche alcuni civili in congedo illimitato, presentatisi volontari e richiamati in servizio.
Dalle relazioni conservate si possono seguire alcune missioni giornalmente e in questo modo ci si rende
conto di come questi militari accettavano rischi, che a volte li hanno portati alla morte poi, per unirsi e re-
sistere contro l’occupante nazista e quel regime che tentava di governare l’Italia settentrionale, senza alcuna
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legittimità e senza vera sovranità, perché sottoposta a Berlino . Nelle relazioni si può leggere anche come
alcune missioni siano riuscite a penetrare addirittura all’interno del Servizio informativo repubblicano, SID.
Tra le più interessanti e dettagliate è quella sulla importante e produttiva ‘missione Nemo’ (sigla: OP.Sand II),
per l’attività svolta dal 18 marzo 1944 al 2 maggio 1945, dal nome di copertura del Capo missione, capitano
di corvetta Emilio Elia.
Di questa missione è possibile leggere una relazione non solo italiana ma anche americana che nella sostanza
non differiscono ma quella americana fornisce anche dei giudizi su chi vi partecipò . Infatti in essa si legge che
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Elia era stato ‘prestato’ (loaned ) dal SIS ai britannici nella prima parte del 1944. L’ufficiale della Regia Marina
fu considerato, dagli americani, il responsabile della rete informativa più efficiente e completa del Nord Italia.
72 NARA, RG 226, Records of the Strategic Services, A1-210, b. 371, con l’intera relazione delle vicende della missione Pear, che, ini-
ziata il 27 gennaio 1944, terminò il 25 aprile 1945. Il capo missione non poté fare la relazione perché era stato catturato ed era in
un campo di concentramento e quindi questa fu redatta dal radio operatore. Si seppe in seguito che era stato ucciso dai tedeschi
nell’agosto 1944. V. anche RG 457, Entry 9032, b.196.
73 AUSSME, Fondo SIM, 1ª Divisione, b.69.
74 AUSSME, Fondo SIM, 1ª Divisione, b.149 e NARA, RG 226, Entry A1-214, b.4, relazione stilata il 30 agosto 1945 dall’agente
JK/001/001 inviata da Saint, BB008, memo JZX-3062 a Saint, Washington. Vedi anche Giuliano Manzari, La partecipazione della
Marina…, cit.,169 e ss.
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