Page 335 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO
La Centrale della Rete era costituita dallo stesso Nemo e da Fiore, in supporto, con un ufficio cifra e il fratello,
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elemento civile, di Alpino, (divenuto capo dell’omonimo Gruppo) . Le notizie raccolte furono innumerevoli e
importanti, soprattutto nel campo controinformativo: infatti il gruppo che faceva capo a Fiore e a Zio si avvaleva
di molti elementi infiltrati nel centro controspionaggio di Milano del SID e nei suoi distaccamenti provinciali
oltre che nei vari uffici di polizia; aveva infiltrati anche nel centro controspionaggio di Genova. Fu in particolare
Zio ad avere un ampio sviluppo dell’attività di controspionaggio, perché era riuscito a raccogliere attorno a sé
diversi elementi fidati che erano stati alle sue dipendenze, quando si era trovato a dover operare in un primo
momento con i repubblicani, subito dopo la liberazione del Duce. Non aveva giurato fedeltà alla RSI e, ancora
libero, aveva immediatamente accettato di fare parte della missione, riuscendo ad attuare una penetrazione capil-
lare anche negli ambienti delle polizie delle altre province della Lombardia, allargando positivamente la rete. In-
dubbiamente un lavoro di notevole rischio e importanza, che riuscì in moltissimi casi ad essere di grande attività
‘assistenziale’ per individui e reti mettendo in guardia molte persone, evitando di farle arrestare, supportando
altre reti in momenti di pericolo rispetto alle attività di approfondite indagini, da parte delle autorità repubblica-
ne e naziste. Relativamente in breve tempo la rete si era infiltrata bene in Lombardia e in Liguria e nella vallata
del Po. Le difficoltà nelle trasmissioni dei messaggi furono piuttosto forti soprattutto da Milano. Urbano con il
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collega Raimondo provarono a trasmettere da otto posti differenti, incluso dall’edificio della Università Bocconi.
La missione ‘Nemo’ riuscì a raccogliere anche numerosi nominativi di oltre 300 collaboratori dei nazifa-
scisti e di responsabili di crimini politici, compresi i componenti della terribile banda di Piero Koch, in un
dettagliato elenco che fu in seguito di grande utilità dopo la Liberazione, per identificare individui ancora
pericolosi per la ritrovata libertà.
Era la Centrale della ‘Nemo’, poi, a redigere gli appunti con i risultati dell’azione del gruppo di controspio-
naggio per le comunicazioni a coloro che avrebbero potuto trarne diretto giovamento oppure erano in grado
di curarne una ampia divulgazione, per evitare pericoli di catture o una migliore organizzazione delle attività
operative. Appunti inviati sempre al Gruppo Speciale della Sezione ‘Calderini’, nella cui documentazione sono
ancora fruibili per tracciare la storia non solo della ‘Nemo’ ma in genere delle missioni oltre le linee nemiche.
La ‘Nemo’ ebbe anche una solida attività ‘falsaria’ che permise una sicura mimetizzazione agli agenti, con-
sentendo cambiamenti frequenti di attività, fittizi lavori presso enti vari, attestazioni di presenza, presen-
tazioni a comandi militari, assolvimento degli obblighi di servizio militare con ipotetici periodi di licenza
e ogni altra situazione che potesse evitare il pericolo di arresto o deportazione. Tutto questo con notevole
successo, pur se alcuni dei vari componenti della missione furono scoperti e catturati, anche perché l’intensa
attività della rete, con molte ‘maglie’ in Lombardia, malgrado le precauzioni prese, non riuscì a sfuggire to-
talmente all’attenzione repressiva esercitata dalle polizie naziste e fasciste. Alcuni membri dell’organizzazio-
ne furono arrestati e anche alcune donne che ne facevano parte, per delazioni che furono fatte da persone
non direttamente inserite nei gruppi, ma che frequentavano alcuni membri.
Quattordici mesi di attività costarono 12.850.000 lire, ottenuti da industriali e da privati. Le entrate com-
plessive furono di 23.100.000 lire, delle quali a fondo perduto, cioè non rimborsabile in seguito, 6.200.000
lire. Aiutò il sistema finanziario della missione anche un certo Valerio, che, essendo il direttore di una Banca,
non meglio specificata nella relazione, aveva potuto dare all’organizzazione dei fogli di carta-moneta a bassa
denominazione, evitando sospetti su ingenti somme circolanti .
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Il comandante Elia dovette sospendere alcune sue attività nel febbraio 1945 per sfuggire all’arresto, sosti-
tuito dal Comandante Dessy, ma tutto il materiale informativo raccolto fu comunque trasmesso al Gruppo
Speciale della ‘Calderini’ .
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del Corpo degli Alpini; 5, il Gruppo Fulvo: anche di questo era a capo Alpino. Ogni gruppo o sottogruppo aveva delle direttive per
la raccolta informativa ben precise, relativamente all’area dove operava.
77 La sede della Centrale variò molte volte per non essere individuata, ma dal novembre 1944 fu stabile nell’abitazione di Fiore,
fino al termine della missione.
78 Un giovane ufficiale che Nemo prese alle sue dirette dipendenze.
79 AUSSME, Fondo SIM, 1ª Divisione, b.149, con una precisa relazione finanziaria delle entrate e delle uscite.
80 Emilio Elia fu nominato questore di Milano, dopo il 25 aprile, alla liberazione della città.
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