Page 326 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
P. 326
“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”
reazione che fosse spontaneamente organizzata una agguerrita resistenza locale contro i nazifascisti. Nel ca-
poluogo vi furono numerose manifestazioni contro i tedeschi e furono 11.000 gli operai a scendere in piazza
i quali, dopo i 40 morti avuti nel corso delle dimostrazioni, disertarono per alcuni giorni il luogo di lavoro .
57
Le varie formazioni partigiane si ispiravano ai diversi partiti antifascisti, ed erano coordinate dal CLN, attra-
verso il Comitato Militare Regionale Piemontese, composto da militari e politici. È indubbio che, agli inizi,
queste formazioni cercarono di promuovere e sostenere le iniziative di sciopero, tanto che i fascisti chiusero
alcune fabbriche e temettero fortemente che da queste dimostrazioni nascesse in realtà un’insurrezione
diffusa e sicuramente incontrollabile per il numero di operai presenti, non solo a Torino ma in tutto il Pie-
monte. Gli scioperi furono proclamati molto spesso anche in seguito a fucilazioni di partigiani, come quelle
che avvennero vicino Biella nel marzo 1945.
Il generale Giuseppe Perotti, coordinatore delle formazioni, arrestato il 31 marzo 1944, durante una riunio-
ne clandestina, fu giustiziato insieme agli altri esponenti del CLN, catturati nella stessa occasione. Torino
vide la sua situazione precipitare nel 1944, quando un gran numero di oppositori politici ed ebrei furono
arrestati e inviati nei campi di concentramento di Mauthausen e Ravensbrück.
In un clima molto teso per il comportamento dei tedeschi conseguente all’intensa attività delle varie forma-
zioni partigiane, il 18 aprile 1945 il CLN proclamò uno sciopero generale insurrezionale che diede ottimi
frutti per la larga partecipazione e la mobilitazione nelle fabbriche e nelle città; il 25 aprile arrivò l’ordine di
insurrezione generale, con gli stabilimenti occupati dai lavoratori per protezione contro le possibili sicure
rappresaglie. I tedeschi spararono sullo stabilimento Mirafiori ma furono a loro volta colpiti da un cannone
che era nell’edificio, inducendoli a non continuare l’attacco, temendo che all’interno gli insorti fossero ben
armati. Stesse situazioni si verificarono in altri stabilimenti o punti strategici in mano agli insorti.
Tra il 27 e il 28 aprile i tedeschi che erano ancora in città si ritirarono rapidamente, forzando i blocchi or-
ganizzati dagli insorti a Chivasso. La città di Torino era ormai liberata anche se dei tedeschi in ritirata dalla
Liguria, con la 34ª Divisione, passando tra Grugliasco e Collegno riuscirono a compiere un ennesimo ecci-
dio, uccidendo 68 persone. La Divisione però fu accerchiata da forze partigiane e si dovette arrendere agli
58
Alleati le cui truppe erano giunte a Torino nel frattempo .
****
Anche in Lombardia la resistenza fu forte e ben organizzata. Una delle numerose Brigate che operò lungo il
confine svizzero sulla sponda occidentale del lago di Como fu la 52ª Brigata Garibaldi Luigi Clerici, che insie-
me alla 40ª Matteotti e alla 55ª Rosselli costituì la 1ª Divisione d’Assalto Garibaldi Lombardia.
La città di Milano fu bombardata pesantemente fin dall’estate del 1943, come tutte le città particolarmente
industrializzate del Nord e grande fu l’apporto di resistenza, poi dato dagli operai delle fabbriche bombar-
date e da tutti gli stabilimenti industriali della periferia e di Sesto San Giovanni.
La città fu la sede del Comitato di Liberazione Nazionale del Nord Italia - CLNAI (v. infra).
L’occupazione tedesca a Milano si sviluppò esattamente come quella attuata a Roma, a Torino e ovunque,
con rappresaglie di ogni genere e per ogni motivo, spesso anche di rancore e vendetta. Molti oppositori an-
tifascisti e molti partigiani furono arrestati, per rastrellamenti o delazioni, e fucilati per le vie milanesi, senza
processi di alcun genere, ormai contro ogni legge di guerra.
Il 25 aprile 1945 i tedeschi si resero conto che le truppe alleate stavano arrivando e fuggirono dalla città
59
mentre il CLNAI proclamò l’insurrezione della città e quello stesso giorno Milano fu liberata .
57 Operai, Fabbrica, Resistenza. Conflitto e Potere nel Triangolo Industriale (1943-1945), a cura di Claudio Dellavalle, Annali Fondazione
Giuseppe di Vittorio, volume n.15, Torino, 2015.
58 La città di Torino fu insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per essersi opposta per 19 mesi ai tedeschi, rifiutando
compromessi, tregue e accordi, pagando duramente le sue scelte con vite umane.
59 Anche Milano ebbe la Medaglia d’Oro al Valor Militare per i meriti acquisiti durante i mesi tragici di una resistenza decisa.
322

