Page 323 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO



           offerte, decisero poi di
           accettare gli aiuti facendo
           giungere a Casoli il mag-
           giore Lionel Wigram, per
           un addestramento mirato
           al combattimento. Nei
           primi mesi del gennaio
           1944  si  costituì  il  Corpo
           dei Volontari della Maiella,
           integrato poi da un ana-
           logo movimento partigia-
           no che, costituitosi auto-
           nomamente nel comune
           di  Civitella  Messer  Rai-
           mondo,  all’atto  del rico-
           noscimento ufficiale della
           ‘banda patrioti della Ma-
           iella’, passò in quell’orga-
           nico con gli altri plotoni
           che si stavano costituen-   Il Generale Morigi, comandante del Gruppo di Combattimento ‘Folgore’, a Chieti liberata. AUSSME - Roma
           do a Casoli.
           Questa ‘banda’ raccolse partigiani che venivano dalle diverse parti dell’Abruzzo e non ebbe connotati partitici,
           anche se la maggioranza dei suoi componenti erano repubblicani antifascisti. Arrivò ad avere fino a 1.500 unità,
           dalle 400 iniziali.
           Contribuirono a liberare molte cittadine dell’Abruzzo; insieme ai britannici furono i primi ad entrare in una
           Sulmona liberata dall’occupazione tedesca.
           Nel giugno 1944 entrò ufficialmente a far parte integrante del II Corpo Polacco, come fanteria da montagna,
           assegnata dagli inglesi solamente dal punto di vista amministrativo, come unità, al Regio Esercito, per quanto
           riguardava lo stipendio e il documento di riconoscimento - il tesserino militare -, non avendo però vincoli
           di subordinazione alla struttura militare italiana e alle sue gerarchie, dipendendo per l’impiego dai polacchi.
           I suoi componenti liberarono, insieme al CIL e agli alleati, Chieti e Guardiagrele il 9 giugno; il giorno suc-
           cessivo entrarono a Pescara. Il 15 giugno l’Abruzzo fu libero dall’occupazione tedesca.
           La ‘banda’, ormai conosciuta come Brigata Maiella, nonostante che il luogo di origine del gruppo di resisten-
           za fosse stato ormai liberato, continuò a combattere, insieme al Corpo Polacco, risalendo fino ad Asiago,
           dove però si dovette fermare perché era terminata la resistenza nazifascista. Il 15 luglio 1945 la Maiella fu
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           sciolta a Brisighella perché si erano concluse ormai le operazioni militari .


           La liberazione di Genova, Torino e Milano


           Durante la primavera e l’estate del 1944 l’offensiva partigiana fu molto forte e incisiva, tanto che furono
           create anche quattro repubbliche autonome, quella di Montefiorino, dell’Ossola, della Carnia e dell’alto
           Monferrato che comunque furono subito represse in modo durissimo dai tedeschi, con molte vittime per le
           continue rappresaglie in tutta l’Italia occupata.
           Nelle grandi città del Nord gli scioperi furono molto diffusi e partecipati, soprattutto nel 1944, preoccupan-
           do non poco il governo di Badoglio, poi quello di Bonomi e le stesse Forze Alleate.


           53   Il 2 maggio 1965 la Maiella ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Valor Militare avendo avuto 54 Caduti, 131 feriti. Furono confe-
           rite ai suoi componenti 15 medaglie d’argento, 43 medaglie di bronzo e 144 croci al valor militare. Il 5 marzo 1970 la bandiera
           di guerra della Brigata Maiella è entrata con pieni onori militari nel Sacrario delle Bandiere, nel Vittoriano a Roma e è a fianco di
           quella del Corpo Volontari della Libertà, decorato anche esso di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

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