Page 75 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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Seconda Parte
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del XX secolo per assistere alla ricostituzione di un ente scolastico dedicato alla
preparazione degli istruttori di ginnastica.
Nell’esercito del vecchio Piemonte tra i più convinti sostenitori dell’Obermann
era stato il generale Alessandro Lamarmora, che nel 1836 introduceva la ginnastica
come parte integrante nella preparazione del Corpo dei bersaglieri da lui fondato.
Voluti anche da Carlo Alberto, i bersaglieri erano dei soldati di fanteria leggera
particolarmente addestrati al movimento a veloce andatura e al tiro di precisione
con carabina. Per questo motivo l’addestramento dei bersaglieri prevedeva in larga
parte l’allenamento attraverso gli esercizi ginnici e la corsa.
Oltre alle istruzioni sportive comuni a tutte le truppe, i manuali del Regio Esercito
di fine Ottocento includevano specifiche attività fisiche mirate alle esigenze
addestrative di Corpi particolari o alla semplice attività atletica quale passatempo
dei militari. Risale al 1864 l’edizione del manuale Scuola di nuoto, riservata più
direttamente ai reparti del Genio Pontieri, al 1862 le Norme pratiche per l’istituzione
del tiro a segno, e molti altri regolamenti sull’addestramento ippico, destinati sia
alle truppe montate sia all’attività equestre, sull’addestramento all’impiego della
bicicletta a uso delle compagnie bersaglieri-ciclisti, sull’impiego degli sci da parte
di reparti alpini, sull’addestramento schermistico e così via. La nuova edizione del
Regolamento di esercizi ed evoluzioni per la fanteria del 1876 comprendeva un’appendice
allegata relativa all’Istruzione per gli esercizi di ginnastica e di scherma col fucile, tutto questo
evidentemente nell’ormai diffusa consapevolezza che la buona preparazione fisica
dei soldati fosse il fondamento indiscutibile di ogni altra preparazione tecnico-
militare. La recluta così finiva di essere vista semplicemente come un uomo
idoneo solo a portare con sé un fucile e a ubbidire ai comandi, ma doveva essere
anche in possesso di qualità fisiche e morali che andavano sviluppate e rafforzate.
Tali precetti saranno riconosciuti anche nell’edizione del 1911 dell’Istruzione di
ginnastica militare, testo che mirava a far acquisire a tutti i soldati forza di resistenza

