Page 79 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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Seconda Parte
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Erano insegnate tecniche per disarmare il nemico del fucile con la baionetta, per
il disarmo e le parate contro nemico armato di pugnale, per vibrare colpi liberi fra
disarmati, per la difesa dagli strangolamenti.
Sempre verso la fine del conflitto saranno anche incrementate fino a livello
di grande unità le gare sportive e di ginnastica, come quella organizzata dal
Comando del XXV Corpo d’Armata il 22 settembre 1918 nella zona di Bogliaco,
che comprendeva: gara di marcia per reparti organici, squadra in assetto di guerra;
partita di football, corsa nei sacchi di 100 metri; gare di lancio di bombe a mano
a distanza, individuali e di reparto; gare di ginnastica individuali (salto in alto e
in lungo, esercizi alla trave); tiro alla fune per squadre di otto uomini; gare di
maneggio armi e ordine chiuso; gare di corsa veloce sui 130 metri; albero della
cuccagna e sfilamento finale. Ad aprile il Comando Supremo aveva inoltre aderito
all’iniziativa del periodico La Gazzetta dello Sport “di portare il proprio contributo
all’educazione fisica del soldato, fornendo gratuitamente palloni per il gioco del
football e offrendo premi (in denaro e medaglie) per i vincitori delle gare sportive”.
I tipi di gare militari indicati dal periodico milanese erano: corse di velocità di 100
e 200 metri; percorso con ostacoli costituiti da barriere, fossati, steccati, muriccioli
(lunghezza del percorso da 400 a 600 metri); percorso attraverso la campagna (cross
country) su distanze non superiori ai 5 chilometri; gare di salto in alto e in lungo;
gare di tiro alla fune; gare di lancio della bomba a mano (gittata e precisione); gare
di football.
Nell’estate 1918, iniziano inoltre corsi per istruttori di educazione fisica presso la
a
squadra di ginnastica del Comando Supremo dipendente dal comando 9 Armata.
Ai corsi parteciperanno ufficiali e sottufficiali provenienti da tutte le armate. In
previsione della ripresa offensiva aumenta anche l’addestramento al nuoto, allo
scopo di preparare uomini e reparti al forzamento del Piave. La circolare n. 339
del 30 luglio 1918 richiamava l’attenzione dei comandi sulla necessità, per tutte le

