Page 77 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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Seconda Parte
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            Analogamente  a  questo,  l’istruzione  della  truppa,  oltre  a  sviluppare  in  ogni

            individuo lo spirito militare, i sentimenti di disciplina, del cameratismo e a renderlo

            capace di conservarsi calmo pur mantenendo sempre vivo lo spirito aggressivo,
            doveva essere concepita per conferirgli la massima resistenza alle fatiche, l’agilità
            fisica e l’abilità nell’impiego delle proprie armi. Tra le istruzioni e le esercitazioni

            previste per tutti i militari di truppa la ginnastica figurava al secondo posto per

            importanza, prima dell’istruzione sulle armi e sul tiro e di quella sui lavori del
            campo di battaglia.
            Proprio i campi di battaglia della Prima guerra mondiale, a causa del carattere

            statico assunto dalle operazioni, sembreranno in un primo momento sminuire

            l’importanza  dell’addestramento  ginnico  delle  truppe.  La  guerra  di  posizione,
            infatti, implicava per fanti, genieri e artiglieri lunghi periodi di stazionamento e
            di immobilità negli spazi angusti di ricoveri, camminamenti e trincee. A parte le

            marce di trasferimento dalle retrovie alle prime linee e viceversa, e l’occasionale

            impiego di truppe in lavori di scavo e di realizzazione di opere di fortificazione
            campale, le truppe avevano poca possibilità di muoversi e tantomeno di mantenere
            il fisico allenato mediante esercizi di ginnastica.

            Fin dal 1915, tuttavia, il Comando Supremo inizia a intravedere nell’attività sportiva

            svolta nelle retrovie anche un’opportunità di svago per le truppe combattenti a
            riposo, utile a rinfrancare corpo e mente dei soldati dopo i lunghi e stressanti
            turni passati in trincea. Con la circolare n. 1086 del 28 novembre 1915, sono

            stabiliti i criteri da seguire durante i periodi di riposo, ordinando ai comandanti di

            Corpo di impiegare i soldati non solo nella costruzione di apprestamenti difensivi
            e nell’attività addestrativa in bianco e a fuoco, ma anche in esercizi ginnici e gare
            sportive, al fine di “evitare l’ozio a qualsiasi costo”.

            La ritirata di Caporetto e la sostituzione di Cadorna con Diaz al Comando Supremo

            avranno  importanti  riflessi  anche  sul  movimento  sportivo  in  seno  all’esercito.
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