Page 275 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
P. 275

LA  MISSIONE  MILITARE  ITALIANA  IN  POLONIA  (1919-1920)             265

               La creazione di una Missione militare ufficiale, il  22 novembre 1919, sanzionò
          dunque  una  duplice  politica:  da  un  lato  assicurare  una  presenza  diplomatica  e
          politica  all'Italia  che  voleva  contare  nelle  questioni  del  dopoguerra  e  dall'altro
          aprire un mercato promettente  alle industrie italiane di armamenti e al commercio
          italiano in  genere.
               Evidentemente  questa  missione  doveva  essere  in  rapporto  di  cooperazione
          con l'altra presenza italiana in Polonia, quella cioè della Commissione interalleata
          in Polonia, e dunque con l'ambasciatore Montagna. Molti ufficiali italiani si distinsero
          in questa attività, ma fu  soprattutto sul piano aeronautico che la  presenza italiana
          fu  la  pitl  importante.
               L'attività del responsabile di questo settore, il  capitano Giuseppe Parvopassu,
          fu  assai  importante e  fu  coronata di  successi.  I settori  di  attività furono  a questo
          riguardo di tre tipi: prima di tutto la fornitura di aerei, provenienti sia dal patrimonio
          militare italiano ormai esuberante sia  da commesse dirette alle  industrie  italiane.
          Il  secondo  tipo  di  intervento  fu  la  creazione  di  industrie  miste  italo-polacche,
          all'inizio  per la  manutenzione  degli  apparecchi  e  poi  per  la  costruzione di  aerei
          italiani  in  Polonia;  la  creazione  a  Lublino  di  un'industria  aeronautica  mista,  la
          Società Plage e Laskiewicz, era la perfetta applicazione di questa politica di cessione
          di  brevetti  e  di  assistenza  tecnica.  Infine  la  cooperazione  si  organizzò  anche  nel
          settore  della  formazione  tecnica  degli  aviatori,  formazione  per  il  volo  e  per  la
          manutenzione per mezzo  di  scuole  miste  italo-polacche.
               La portata di queste attività fu  enorme e minacciò anche una presenza francese
          in questo settore che rischiò di dilagare sul resto del settore militare che le industrie
          francesi volevano ottenere grazie alla loro politica di protezione totale della Polonia.
          Le  cifre dei doni, citate in  allegato, ci  danno un'idea della portata del  commercio
          di  forniture  militari  che  la  Missione  promuoveva  e  che  dettero  all'Italia  sia  la
          possibilità  di  alleggerire  il  proprio  patrimonio  militare  divenuto  inutile  dopo  la
          vittoria, sia di alimentare, con queste commesse, le attività industriali italiane che
          la  fine  delle  operazioni militari  metteva in crisi.
               Tuttavia  fu  l'elemento politico che  dominava la  situazione  e  le  attività della
          Missione.  C'era  una  evidente  rivalità  d'offerta  tra  la  Francia  e  l'Italia  e  questa
          rivalità si  manifestò in  diverse  occasioni.  Il  comandante della Missione Romei  le
          segnalava  al  suo  compatriota  nonché  delegato  presso  la  Missione  interalleata  e
          ambasciatore  a  Varsavia,  Francesco  Tommasini  - che  abbiamo  già  citato  - che
          premeva sulle autorità polacche per regolare con un trattato commerciale le relazioni
          tra i due  paesi, sia  per i materiali  militari sia  per il  commercio normale.
               Gli sforzi di Tommasini ebbero come primo effetto la conclusione a Varsavia
          tra il delegato italiano e il Ministro polacco degli Affari Esteri, Konstanty Skirmunt,
          di  due trattati, in data 23  agosto  1921. Il  primo era un accordo sul  pagamento
          da  parte  della  Polonia  di  certe  forniture  militari  ed  il  secondo  era  un  accordo
          commerciale  provvisorio  (11).
               Questo accordo provvisorio era firmato "en attendant la conclusion d'un accord
          commerciai, qu'ils  (les  deux États) se  proposent de  négocier dans le  plus bref délai
   270   271   272   273   274   275   276   277   278   279   280