Page 119 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Gli strumenti di Gestione documentaria 119
Analizzando la ripartizione dei registri per aree, i primi 38 circa (orien-
tativamente i numeri d’ordine da 1 a 37 e 83), contro i 45 dell’istruzione
1911, erano dedicati alla prima divisione che gestiva principalmente il per-
sonale, 45 (da 38 a 84, eccettuato l’83) si dovevano riferire alla seconda di-
visione (area amministrativo-contabile), a fronte dei 55 della tabella 1911
e, di conseguenza, i rimanenti 24 registri, contro i 29 individuati nel 1911
(numeri da 85 a 108 del 1911), appartenevano al settore operativo, quello
del servizio d’istituto nel suo complesso.
in generale, i registri previsti nel 1911 assommavano a 130, ridotti poi
a 108 nel 1932. Emerge costante il peso numerico dei registri dedicati alla
gestione amministrativa e contabile, seguiti per volume da quelli per il per-
sonale e quindi, infine, dai registri per il servizio d’istituto.
Per quanto riguardava i registri di prima divisione tutti i comandi, ad
eccezione della stazione, avevano in uso i registri di protocollo, ordinario,
riservato e riservato personale e segreto. La scelta di indicare un solo regi-
stro di protocollo riservato e riservato personale lascerebbe ipotizzare l’uso
di un unico registro inteso come supporto fisico con due distinte numera-
zioni, una dedicata al riservato e una al riservato personale. Fu introdotto
il registro degli ordini del giorno dell’Ispettorato di Zona (e poi abolito),
mentre scomparve il registro degli ordini del giorno della divisione mili-
tare. Ciò consente di individuare in tale fase la separazione più marcata
dell’organizzazione dell’arma da quella dell’Esercito, evidenziando una
maggiore autonomia rispetto al passato .
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Circa la situazione dei registri di competenza dell’Ufficio amministra-
zione e riconducibili a compiti amministrativo-contabili, è evidente l’im-
patto delle nuove disposizioni in materia di contabilità dello Stato con le
ricadute nell’ambito del Ministero della Guerra e degli organismi da questo
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dipendenti .
e comando dell’Arma, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali, Istruzione sul car-
teggio – bozze di stampa, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato – Libreria, 1932 – a. X, tabella
6, pp. 127-139.
221 A seguito della riorganizzazione dell’Esercito, con l’adozione dell’ordinamento Mussolini,
l’unità tattica era individuata nel Corpo d’Armata, mentre l’unità d’impiego strategica era l’Ar-
mata. Di conseguenza, i livelli minori (divisioni, brigate, reggimenti) avevano funzioni di natu-
ra amministrativa e contabile oltre che operativa, ma furono distaccati dalle attività di control-
lo a livello periferico secondo un principio areale, lasciando tale competenza ai corpi d’armata.
Si veda il nuovo ordinamento in GMU 1926, supplemento alla dispensa del 9 aprile 1926. Sulla
questione della riorganizzazione di quella forza armata, l’insuperato Giorgio Rochat, L’Esercito
italiano da Vittorio Veneto a Mussolini, Roma, Laterza, 1967, in particolare, pp. 561-594.
222 Si veda la legge di contabilità generale dello Stato e i provvedimenti discendenti.

