Page 122 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            nersi pericolose in caso di turbamento dell’ordine pubblico perché capaci
            di organizzare, dirigere o prendere parte ad azioni delittuose collettive».
               i comandi dovevano avere, unitamente agli elenchi degli individui di tali
            categorie, anche un elenco a parte che comprendesse le «persone da arre-
            starsi in determinate contingenze» comprendenti anche «gli squilibrati di
            mente e i pregiudicati per delitti comuni ritenuti effettivamente pericolosi».
               i comandi interessati (stazione, sezione e tenenza) avrebbero dovuto
            impiantare

                     «per le persone inscritte nel registro, distinte pratiche da tenersi in evi-
                  denza, fuori del carteggio dell’anno in cui sono state iniziate, curando che
                  nelle pratiche stesse siano raccolte tutte le comunicazioni e tutte le notizie
                  relative alle persone cui sono intestate, in modo da poterne seguire, con
                  piena cognizione, ogni vicenda».
                 il  modello  del  registro  allegato  alla  circolare  prevedeva  un  numero
            d’ordine, il numero progressivo della pratica e i dati più comuni oltre a un
            «cenno biografico» e annotazioni finali.
               Così, se da un lato si avviò l’arma alla costituzione di fascicoli per-
            sonali per le persone che potevano essere ricomprese nella casistica della
            circolare del Ministero dell’interno, dall’altra si deve riconoscere che la di-
            mensione della documentazione dedicata a tale attività informativa non era
            di particolare consistenza. Ciò non intende negare l’attività svolta, bensì ri-
            dimensionarla nel giusto ambito delle attività istituzionali che i comandan-
            ti di stazione conducevano in tale campo, insieme a quelle più articolate
            di carattere preventivo, di polizia giudiziaria, ordine pubblico, traduzione,
            scorta e assistenza a pubbliche manifestazione e così via .
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               Resta da capire se un provvedimento successivo, al momento non re-
            perito, possa aver fatto confluire tale registro in quello «nominativo delle
            persone pregiudicate e sospette e relativa rubrica nominativa alfabetica»
            presente al n. 95 della tabella dei registri obbligatori la cui adozione era
            prevista unicamente per la stazione.



            230    Per quanto riguarda i Carabinieri in tale fase si condivide quanto espresso da Paola Carucci
            a proposito della polizia in merito agli archivi: «Una cospicua parte degli archivi della pubblica
            sicurezza è costituita dalla documentazione inerente all’attività di sorveglianza, di investigazione
            e di repressione svolta dagli organi di polizia», tanto più che, almeno per quanto verificato presso
            la Segreteria Particolare del Duce, la documentazione proveniente dall’Arma sembra essere dav-
            vero modesta a paragone di quanto invece inviato dalla Milizia Volontaria per la Sicurezza Na-
            zionale e dalla divisione polizia politica del Ministero dell’Interno Direzione Generale di Pubbli-
            ca Sicurezza. Carucci, L’organizzazione dei servizi di polizia cit., pp. 85 e 102.
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