Page 126 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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126 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
«1° che siano state denunciate per delitti di qualsiasi specie nonché per
contravvenzioni che denotino pericolosità sociale, a meno che si tratti di
individui già inscritti per altro titolo nel quale caso dovranno essere anno-
tate anche le contravvenzioni di minor rilievo; 2° che siano state diffidate
o sottoposte a misure amministrative di sicurezza o a provvedimenti di
polizia (ammonizione e confino) per ragioni non politiche; 3° che siano
state rimpatriate per misure di P.S. Saranno infine inscritti coloro a carico
dei quali, per sospetto di pericolosità sociale, siano state inoltrate proposte
[così nel testo], anche se non accolte, di misure di sicurezza o di provvedi-
menti di polizia».
Di conseguenza, i comandanti di stazione della località di nascita e di
quella di residenza, per tali determinate categorie, avrebbero dovuto prov-
vedere a istituire un «fascicolo personale [così nel testo] allegandovi il
«cartellino biografico» che dovranno compilare personalmente», annotan-
do poi le generalità nel registro e gli estremi del fascicolo . Questo dove-
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va contenere tutte le comunicazioni in arrivo e in partenza dalla stazione
a proposito della persona interessata, provvedendo poi a riunire i fascicoli
personali «in coperta indice per anni di inizio». Tali fascicoli in realtà do-
vevano avere uno sviluppo della serie archivistica distinto da quello del
carteggio di protocollo ordinario o di altri protocolli visto che erano raccol-
ti per anno d’impianto del fascicolo. È curioso notare come in alcuni casi si
distinguano gli individui di cui sopra da quelli sottoposti ad ammonizione e
confino per motivi politici per i quali non si fanno cenni a proposito. anzi,
proprio la precisazione lascerebbe intendere che per questi non si doveva
procedere all’impianto del fascicolo come accadeva in altri organismi di
polizia . Ciò, ovviamente, non esulava i Carabinieri dall’esercitare un’a-
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236 La circolare disponeva l’impianto obbligatorio del fascicolo per «i delinquenti e contravven-
tori abituali, professionali o per tendenza (art. 102, 103, 104, 105, e 108 C.P.) per quelli colpiti da
misure di sicurezza detentive e non detentive, per gli ammoniti e confinati per ragioni non poli-
tiche, nonché per le persone che diano frequentemente motivo a rimpatrio per misure di P.S.».
La cartella biografica era stata disciplinata dal § 32 «Della cartella biografica e del registro dei
pregiudicati» del TULPS.
237 Indicativo quanto si riporta in merito «alla schedatura dei cittadini politicamente sospet-
ti» a cura degli uffici provinciali di polizia politica e dell’OVRA, Mimmo Franzinelli, I tentacoli
dell’OVRA – Agenti, collaboratori e vittime della polizia politica fascista, Torino, Bollati Borin-
ghieri, 2000, pp. 31-32. Si tenga conto che, in ogni caso, dal punto di vista operativo secondo
l’autore i risultati, nell’arco temporale 1931-1938, furono di «579.341 arresti, in parte resi possi-
bili dai progressi del servizio informativo, concretizzatisi in oltre 33 milioni di rapporti segna-
letici, 13105 proposte di assegnazione al confino di polizia (3940 per motivi politici) e 31.497
proposte di ammonizione (4568 per motivi politici)», ivi, pp. 235-236. L’autore cita Gianni Oli-
va che si pronuncia così: arresti «per un totale di 579.341 nell’interno periodo 1931-38. Accan-

